sabato 6 ottobre 2018

Carovigno: contrasto ai reati predatori, 2 brindisini sorpresi in flagranza di furto aggravato di autovettura.

Intrappolati dai Carabinieri, per guadagnarsi la fuga speronano l’auto civetta dei militari posta a sbarramento della strada. Arrestati anche per “ricettazione, riciclaggio, resistenza violenza e minaccia a pubblico ufficiale,  possesso ingiustificato di  chiavi alterate e grimaldelli, lesioni personali a danno dei carabinieri,  danneggiamento di veicolo privato in sosta sulla pubblica via, danneggiamento di veicolo militare”.

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Vito dei Normanni nell’ambito di un servizio finalizzato al contrasto dei reati predatori soprattutto di autovetture, fenomeno particolarmente annoso, hanno tratto in arresto in flagranza di reato di tentato furto aggravato di autovettura LO MARTIRE Daniele 41enne e ANDRIANI Gianluca 39enne  entrambi di Brindisi. 

I fatti sono accaduti nella tarda serata di ieri nel comune di Carovigno nel cui territorio una vettura “civetta” del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Vito dei Normanni con a bordo due militari tra cui il comandante del Nucleo S. Tenente BRUNO Alberto,  hanno notato un veicolo Alfa Romeo Giulietta di colore nero “Quadrifoglio 240 cavalli” potentissima con targa elvetica con due persone a bordo, risultata poi oggetto di furto,  aggirarsi  nell’abitato con fare sospetto. 

I due occupanti avevano individuato la loro “preda” un’Alfa Romeo Giulietta di colore grigio  parcheggiata sulla pubblica via  e  uno dei due sceso dalla vettura su cui si trovava si era appoggiato alla stessa  impugnando un oggetto di piccole dimensioni di colore nero.  Intanto l’ufficiale  aveva provveduto a far convergere in zona anche l’autoradio con i colori d’Istituto nel caso i malviventi si fossero dati alla fuga. 

Infatti uno degli arrestati improvvisamente rendendosi conto  di essere stato individuato è scattato al posto di guida inserendo la retromarcia e costringendo i  militari con l’autoradio a scansarsi dalla traiettoria per non essere investiti. Guadagnata, la via di fuga la potente Alfa Romeo  Quadrifoglio con i due soggetti a bordo nel frattempo ha incrociato la vettura civetta posta al centro della carreggiata, che i fuggiaschi nel tentativo, di guadagnarsi la fuga  dal blocco stradale creato dai militari nelle due direzioni di marcia  non hanno esitato a speronare. L’urto è stato tale da provocare la rottura del semiasse anteriore destro del veicolo, compromettendone la funzionalità e terminando la corsa contro una Fiat Punto in sosta, a sua volta danneggiata dall’impatto.

Gli arrestati   hanno quindi  deciso di tentare la fuga a piedi, uno è stato raggiunto immediatamente  e  dopo breve colluttazione  immobilizzato, il secondo ha tentato  di far perdere le tracce per le vie del centro abitato e dopo una corsa di circa 500  è stato bloccato  dopo aver ingaggiato una violenta colluttazione durante la quale ha rivolto una serie di minacce nei riguardi dell’Ufficiale  prima di essere  immobilizzato. Nel corso della colluttazione  i due militari hanno riportato lievi escoriazioni e contusioni.

Nel corso della perquisizione  il Lo Martire è stato trovato in possesso di uno “SCANNER ELETTRONICO”, utilizzato per  clonare i codici di accensione  dei veicoli del “Gruppo Fiat Lancia Alfa Romeo” nel giro di pochi secondi. Dagli accertamenti effettuati sull’Alfa Romeo Giulietta 240 cavalli utilizzata dai fuggitivi del valore di 50.000€  è  emerso che risulta provento  di denuncia di furto consumato  in Presicce (LE) il 21 luglio scorso.

Nel corso delle perquisizioni effettuate nelle abitazioni degli arrestati sono stati rinvenuti numerosi attrezzi, chiavi e grimaldelli atti all’effrazione di veicoli, nonché, le targhe anteriori e posteriori  di alcune autovetture nonché 5 centraline di varie tipologie, 1 autoradio, 3 chiavi di accensione di veicoli di grossa cilindrata. Sul materiale rinvenuto sottoposto a sequestro, sono in corso  approfonditi accertamenti.

Dopo le formalità di rito gli arrestati con alle spalle un nutrito curriculum, sono stati condotti nella Casa Circondariale di Brindisi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
 
 
 
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