mercoledì 8 agosto 2018

Francesca Donnicola Coordinatrice provinciale di Art. Uno Mdp Liberi e Uguali sulle problematiche relative alle vaccinazioni

Ormai sta diventando un caso che si spinge oltre la solita propaganda politica la posizione della ministra Grillo e del suo governo di maggioranza sulle vaccinazioni. Certamente non si può non esprimere una voce netta e precisa che possa frenare questa posizione malsana che scivola addirittura nel discriminatorio.

È sconcertante che Salvini parli di persuasione genitoriale sulle vaccinazioni, che piace tanto anche a Di Maio, il che traduce una sorta di logica di condizionamento, quasi di convincimento estorto alla genitorialità. No; per poi cambiare versione e parlare di educazione. Ma ancora una volta, il Ministro, non centra il predicato. La necessità non riconosciuta dal Governo è quella di operare una sensibilizzazione sul tema vaccini. Azione che dovrebbe iniziare per mano dei pediatri e poi coinvolgere altri livelli sociali e istituzionali: dalla scuola ai consultori territoriali per creare una vera e propria comunità educante attiva sulla divulgazione scientifica, sulla tutela del benessere di tutti, anche dei più deboli.

Alla maggioranza sicuramente sfugge che questa discussione non è filosofia, ma si tratta di profilassi scientifica da rispettare e tutela della salute da garantire ai cittadini, al di là dei singoli e personali stili di vita. E mi sconvolge come in Italia la prassi resti la solita: tematiche scientifiche e sociali che diventano problematiche politiche.
Il diritto alla salute è un obiettivo da non compromettere e le misure della Grillo non favoriscono questo gol.

L’autocertificazione della vaccinazione in sostituzione alla certificazione ufficiale della ASL, rimandata da Grillo per l’anno scolastico 2019/2020, non è una misura di garanzia perché non assicura la copertura reale di tutti i bambini. Chi effettua i controlli?
Milleproroghe vuole sopperire forse ai problemi sul funzionamento della sanità rispetto ai quali non sa come intervenire ?

Le “classi speciali” per bambini immunodepressi è un’idea sconvolgente che ricorda la didattica delle classi differenziali degli anni 60 italiani, ghetti scolari che riunivano gli “sfortunati”.

È questa la scuola dell’inclusione e della tutela del bambino ? Bisogna prendere una decisione dura, forte e intransigente sulla questione vaccini specie se ricordiamo le dichiarazioni della vicepresidente del Senato Taverna cariche di una notevole cultura anti-scientifica, che esorta al ritorno di prassi sanitarie dei nostri nonni. La scienza fortunatamente compie passi da gigante e legittimarla è un dovere.

La legge Lorenzin funziona, lo dimostrano i dati percentuali, e non si può cambiare qualcosa solo per fanatismo politico, alla stregua del decreto Franceschini che il grillino Benisoli vuole cancellare con il rischio di abbattere nuovamente la fruizione dei beni culturali e delle “domeniche in famiglia” così care, poi, al leghista Fontana. 

Mi sembra che più che azioni politiche su temi scottanti e sulle piaghe sociali ed economiche, questo governo è solo in grado di agitarsi su se stesso e vaneggiare inutili operazioni di cambiamento in balia delle mood del momento.

Francesca Donnicola – Coordinatore provinciale Brindisi Art.1 MDP 
 
L’Associazione Radioamatoriale E.R.A. “Grande Salento” sez. di Brindisi, al fine di divulgare la ...
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