giovedì 26 luglio 2018

Paolo Perrino: (Liberi e Uguali Brindisi) Un investimento per le nuove generazioni

La ondata di odio e di anticultura che sta aggredendo l’Italia e l’intera Europa nell’ultimo periodo è un dato estremamente preoccupante.  Abbiamo nazioni sempre più deboli e democrazie sempre più traballanti con rapporti interni ed esterni estremamente conflittuali. Quello che accade alla Grecia in questi giorni, madre e culla del pensiero occidentale ma ormai nazione prostrata economicamente, dovrebbe farci riflettere su quello che siamo diventati.

Ci preoccupiamo giustamente dei bilanci, delle banche, delle pensioni ma pochi pensano ad investire in cultura e sui giovani.  
Abbiamo creato l’Europa dei mercati, quella finanziaria, l’Europa delle leggi e dei regolamenti rigidi  ma mancano gli europei, manca una cultura europea ed un sentimento europeo che ci tenga uniti.

I soldi e le regole  non hanno mai unito nessuno a lungo termine se manca una identità culturale ed un sentimento. Oggi c’è chi lavora a distruggere questo sentimento ma occorre focalizzare l’attenzione sul fatto che disuniti non si va da nessuna parte. L’unica speranza è quella di una Europa Unita forte e solidale che possa fronteggiare le difficoltà di questo pezzo di tempo che viviamo. 
La mia idea è piuttosto semplice. Riflettevo sul fatto che molto dell’Italia si è fatta attraverso il servizio militare. 

Giovani Pugliesi andavano a prestare servizio nelle caserme del Friuli e del Piemonte e viceversa. All’epoca era un modo per tanti ragazzi per allontanarsi da casa e vedere un po’ del mondo. 

Credo che in questo modo si è costruito tanto del sentimento nazionale. Si sono create delle famiglie così. Ragazzi del sud con donne del Nord e viceversa. Ci si è mescolati sotto un’unica bandiera. Si è imparata l’accoglienza, si è imparato a farsi accogliere ed è diminuita molta della diffidenza verso il forestiero. Dal dialetto si è passati a parlare l’italiano. Non è stato l’unico collante nel Paese ma è stato uno dei collanti.

Conoscendosi si impara a comprendersi. Occorrerebbe a mio avviso creare qualcosa di simile a livello europeo. Parlo di una sorta di servizio civile europeo, di milizie e di armi  ce ne sono già troppe in giro.  Un servizio obbligatorio per i giovani da prestare in altre nazioni europee. Sei mesi per viaggiare e lavorare a servizio dell’Europa e a carico dell’Europa.

I ragazzi potrebbero darsi da fare nei musei, nelle biblioteche, come guide turistiche, a servizio di anziani e bambini e a tanto altro a secondo delle proprie inclinazioni e capacità. 

E perché no, conoscere l’amore della propria vita e legarsi con qualcuno di un altro paese per creare una famiglia. Un modo per conoscersi, mescolarsi e legarsi indissolubilmente, sentendosi finalmente europei. Un modo per essere utili anche, perché i giovani possono produrre tanto.

Mi rendo conto che non sarebbe una passeggiata organizzare una macchina di questo tipomalo ritengo un investimento importante sotto il profilo culturale e dell’identità che ci manca. Un investimento a lungo termine contro i nazionalismi ed i fascismi emergenti a difesa di quella civiltà  che  viene dalla terra che in questi giorni è in fiamme.

Non ho idea dei costi necessari ma, si spendono così tanti soldi in armamenti ed in opere spesso inutili, che un investimento di questo tipo e di questa portata sui nostri giovani deve essere fatto assolutamente.

Paolo Perrino (Liberi e Uguali Brindisi)
 
 
 
 
La Provincia di Brindisi, in occasione della “Notte dei Ricercatori”, manifestazione a carattere nazionale ...
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