venerdì 6 luglio 2018

Ostuni. La vasca della discordia - Lavori notturni al Pilone II

La provincia di Brindisi (ente in corso di dismissione? ) ha approvato  lo scarico diretto in mare del rifiuto liquido (acqua di mare + detriti)  che staziona da  mesi nella  vasca di raccolta liquami ubicata sulla spiaggia del pilone II .  Questo ente in situazione di stallo amministrativo e politico (retto da diversi anni da un vicepresidente) è in grado però di rilasciare autorizzazioni, revocarle, revocare le revoche..ecc.ra, tutti atti di grande impatto  sull’ambiente. 

Dopo diverse settimane di inoperatività della ditta appaltatrice, da venerdì 29, e di notte,  è ripreso il lavoro di svuotamento della vasca. In questa maniera, risorse finanziarie non indifferenti,  in termini di uomini, mezzi ed  energia vanno a finire letteralmente  in mare. Il tutto senza considerare i possibili  effetti dannosi sull’ambiente che solo continue e severe azioni di controllo e monitoraggio possono verificare.

Noi del comitato e del consorzio ci chiediamo ancora, senza mai aver avuto risposte  esaurienti e convincenti, perché le varie amministrazioni  (comune, regione, provincia) hanno perseguito un progetto  così dannoso per l'ambiente e così  difficile da realizzare? 

Quale  logica ha impedito loro di darci ascolto in tutti questi anni e nei vari incontri tenuti anche a livello ministeriale? Come potremo da cittadini giudicare  positivamente un'opera, sicuramente necessaria,  ma nelle modalità e nei tempi di esecuzione molto discutibile   ? 

La questione incomincia, infatti,  a rivestirsi di ridicolo: di  notte si “tenta” di svuotare la vasca ma la mattina l’acqua del mare si è già riappropriata del volume scavato (7 metri sotto il livello del mare  . Sembra che la natura si opponga all’ostinazione umana, come Penelope si opponeva al volere dei Proci, scucendo la tela tessuta la mattina. Quanto durerà questa storia.? 

Siamo al 4 luglio (indipendent day), in piena estate, e la zona cantiere si presenta come una delle zone più degradate della terra: strada dissestata, polverosa, cantiere che assomiglia ad un accampamento di profughi, pozzetti enormi in calcestruzzo parcheggiati lungo la strada pubblica, normalmente vietata al parcheggio delle auto e tanta violenza sul suolo demaniale (vietato al parcheggio la mattina ),  che viene, di notte, con tanto di autorizzazione comunale, allagato a causa  delle rotture delle  tubazioni di scarico, evidentemente inidonee a sopportare la pressione dell’acqua generata dalle pompe di svotamento.  Si creano, così,  avvallamenti, buche che vengono frettolosamente colmate con materiale di scavo. Uno spettacolo indecoroso da un lato e indice di scarsa organizzazione dall’altro. 

Però, contro questa autorizzazione provinciale, immediatamente esecutiva,  è possibile, entro 60 giorni,  fare ricorso al TAR. E’ una vera barzelletta !
 
 
 
La Provincia di Brindisi, in occasione della “Notte dei Ricercatori”, manifestazione a carattere nazionale ...
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