martedì 5 giugno 2018

TORRE GUACETO. AZIENDA AGRICOLA SCARICAVA ABUSIVAMENTE REFLUI NEL CANALE REALE

GUARDIA COSTIERA: AZIENDA AGRICOLA SCARICAVA ABUSIVAMENTE REFLUI NEL CANALE REALE CHE POI SFOCIAVANO IN PIENA ZONA “A” DELL’AREA MARINA PROTETTA DI TORRE GUACETO

Non conosce sosta l’attenzione della Guardia Costiera sugli illeciti perpetrati a danno dell’ambiente, a tutela dell’ecosistema marino e del relativo habitat in particolare nella “Riserva Naturale dello Stato ed Area Marina Protetta” di Torre Guaceto. 

Il personale del Nucleo Operativo Polizia Ambientale (N.O.P.A) Sezione di Brindisi, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, hanno individuato e messo la parola fine a diversi illeciti in materia ambientali perpetrati da un titolare di un’azienda agricola in località Apani del comune di Brindisi nei pressi del Canale Reale, sita nel Parco naturale di Torre Guaceto.

 A seguito di una lunga attività di indagine, svolta dal Nucleo Operativo Polizia Ambientale (N.O.P.A) Sezione di Brindisi lungo la foce del Canale Reale, veniva scoperta, a monte della condotta di scarico del depuratore consortile, ad una distanza di poco meno 200 metri, uno scarico abusivo, ben occultato, usato poche ore prima dell’arrivo dei militari nell’area indagata. Da una prima analisi dello stato dei luoghi, i militari rilevavano nelle estreme vicinanze di essa, la presenza di acque ristagnanti, dall’odore tipico di escrementi di animali e scarti di cibo allo stato di putrefazione, presumendo che detta condotta proveniva da una masseria presente in zona, distante dalla tubazione circa 150 metri, dove, da un primo esame visivo, compiuto dall’esterno, si supponeva vi fossero degli animali. Informata l’Autorità Giudiziaria, il Sostituto Procuratore Dott. Raffaele Casto, assumeva il coordinamento delle indagini, disponendo la perquisizione della masseria. 

Durante la perquisizione, veniva individuava esternamente alla masseria, una struttura di circa mq. 80 (15 mt. x 5 mt.) realizzata con tufi, cemento adibita a ricovero di animali detta “porcilaia”. All’interno della porcilaia era stata realizzata un tubazione di scolo dei liquami prodotti dagli animali presenti, congiunta a un sistema di collettamento interrato ben occultato, per mezzo di un tubo di pvc, che collegava per una lunghezza di circa 70 mt., senza soluzione di continuità, il ciclo di produzione del refluo proveniente dalla porcilaia fino alle acque superficiale del Canale Reale, che successivamente sfociava in piena Zona “A” dell’Area Marina Protetta di Torre Guaceto.

Durante l’ispezione condotta anche con la collaborazione con il personale dell’ARPA Puglia DAP di Brindisi , inoltre, i militari del N.O.P.A. riscontravano nei terreni di pertinenza della Masseria in questione, ulteriori difformità in relazione al Decreto Legislativo 152/2006, nella fattispecie si individuava:

• Una discarica abusiva di circa 700 mq, all’interno della quale erano accatastati cumuli di materiale terre e rocce da scavo contaminati da fresato stradale in asfalto, manufatti cementizi, e qualche componente ferroso, per un quantitativo di circa 40 tonnellate;

Area di 25 mq profonda 1,5 mt, all’interno della quale effettuavano la combustione illecita di rifiuti di ogni genere, in particolare all’interno era ancora visibile, materiale quali tubi di rame, filtro olio, carcassa di gallina, resti di combustione di pneumatici, plafoniera, fusto olio, tubo innocente in ferro, bottiglie varie dimensioni, libri, scatolette di tonno, bomboletta spray, rubinetto in plastica, condotte per irrigazione terreni. 

• Fabbricato adibito presumibilmente a civile abitazione, all’interno del quale si accertava un abbandono incontrollato di rifiuti di ogni genere, accatastati alla rinfusa e sparsi in tutti i vani (vario materiale plastico, pneumatici fuori uso, varie carcasse di galline in evidente stato di decomposizione, ed altro materiale).

Immediatamente veniva interrotto lo sversamento nel Canale Reale tramite interruzione del condotto di scarico e successiva deviazione dei reflui prodotti dalla porcilaia direttamente in una cisterna. Tutte le opere e le strutture, venivano posto sotto sequestro, dal Nucleo Operativo Polizia Ambientale di Brindisi e l’amministratore dell’azienda agricola denunciato all’Autorità Giudiziaria.

Il sequestro effettuato del Nucleo Operativo Polizia Ambientale (N.O.P.A), rientra nelle attività finalizzate a prevenire e reprimere il deturpamento ambientale, e delle bellezze naturali e storiche di tutte quelle aree sottoposta a tutela.

Per qualsiasi segnalazione si ricorda che sono attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7 il numero di centralino della Sala Operativa 0831521022 e la casella di posta elettronica so.cpbrindisi@mit.gov.it mentre, per le sole emergenze in mare, il numero blu 1530.
 
 
 
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