venerdì 25 maggio 2018

Emergenza Xylella, il Comune di Ostuni e il Libero comitato anti-Xylella chiedono venga concessa una sospensiva di sei mesi alla normativa che estende di 20 km l’area infetta

Emergenza Xylella, il Comune di Ostuni e il Libero comitato anti-Xylella chiedono venga concessa una sospensiva di sei mesi alla normativa che estende di 20 km l’area infetta

A seguito della partecipazione al Consiglio regionale monotematico, celebratosi lo scorso mercoledì 24 maggio, il Libero Comitato anti-Xylellae il Comune di Ostuni, malgrado gli oggettivi ritardi, si dichiarano profondamente concordi con la recente svolta operata dalla Regione Puglia, decisa a porre l’attenzione sugli urgenti trattamenti fitosanitari, compatibili conl’olivicoltura biologica. Anche se oggettivamente c’è poca scelta sui prodotti da usare, poiché quelli indicati sembrano essere poco efficaci, in undifficilefrangente per l’olivicoltura e per il territorio regionale tutto,l’ente comunale e il Libero Comitato anti-Xylella intendono collaborare con la Regione nell’individuazione di soluzioni tempestive ed efficaci. In virtù di ciò, viene chiesta ancora una volta l’attivazione del presidio informativo. 

«La nuova delimitazione dell’area infetta inoltre – aggiungono i membri del Libero Comitato –  rappresenta un ennesimo danno al nostro territorio. Se da un lato essa risponde evidentemente a una norma legislativa, dall’altro rappresenta un ingente danno, in quanto l’eradicazione delle piante contagiate, che insistono quindi nell’area infetta, sarà possibile solamente quando queste avranno raggiunto la completa improduttività. Non stiamo parlando di piante a ciclo annuale e nemmeno di colture intensive di medio ciclo: stiamo, parlando, invece,di ulivi millenari, soprattutto quelli della Piana dei monumentali, i cui primi impianti risalgono all’epoca bizantina e messapica. Monumenti di storia unici al mondo, che rischiano di scomparire per sempre. Il Libero comitato anti Xylella, nato per contribuire a preservare questo inestimabile patrimonio, vuole suggerire forme di intervento sostenibili, affinché, pur applicando le normative in vigore, le disposizioni non rimangano fini a se stesse, ma producano effetti tali da ritardare quanto più possibile l’insediamento stabile del batterio anche nelle zone in cui attualmente non sono riscontrabili focolai.Alla luce di ciò – concludono dal Libero comitato –  proponiamo venga avanzata la richiesta da parte del governo regionale e/o centrale, di una sospensiva di sei mesi dell’estensione dell’area infetta, prevedendo invece di eradicare le piante infette nei focolai sinora individuati. Se questo non dovesse risultare possibile, la Regione provveda almeno a emanare una norma integrativa attraverso la quale sia assicurato il monitoraggio continuo e l’abbattimento delle piante infette, comprese quelle ospiti, nell’area della Piana degli olivi monumentali».

Sempre mercoledì scorso, a margine dell’incontro convocato da ANCI Puglia e tenutosi presso la sede di Bari, il Comune di Ostuni, presente con il Sindaco Gianfranco Coppola e l’assessore alle attività produttive Maria Zurlo, ha sottolineato l’importanza di richiedere lo stato di emergenza,  el’attivazione dell’atteso presidio informativo, considerato che Ostuni avrebbe già una sede ARIF pronta ad ospitare il servizio. «Si rende indispensabile la costituzione di una rete informativa a supporto e assistenza di operatori e olivicoltori – hanno dichiarato il Sindaco Coppola e l’assessore Zurlo – per la tutela della Piana degli olivi monumentali, di fondamentale importanza paesaggistico-culturale, non solo produttiva. Riteniamo non sia possibile sostenere la decisione vagliata dal comitato fitosanitario Ue, senza considerare la specificità del nostro paesaggio. Invitiamo pertanto i commissari europei che da lunedì prossimo visiteranno i nostri terreni, a considerare quanto impegnoabbiano profuso gli olivicoltori nella messa in opera delle buone pratiche agricole indicate dalle misure comunitarie e regionali, contrastando concretamente l’avanzamento del batterio, nonostante i focolai presenti e intere aree infette distanti solo pochi chilometri». 

«La decisione della Commissione europea di estendere la zona di quarantena alla Piana degli ulivi secolari – ha dichiarato l’On. Enzo Lavarra, Presidente del Parco Dune Costiere – proietta una ipoteca molto preoccupante sul futuro di questo patrimonio unico al mondo.Questa unicità è stata più di recente riconosciuta con l’iscrizione della Piana nell’Albo dei Paesaggi Rurali Storici del Ministero dell’Agricoltura. Ciò costituisce la premessa per candidare l’area nell’omologo programma della FAO, il GHIAS, per cui stiamo avviando la redazione del dossier. Gli obbiettivi di entrambi i programmi aprono a un nuovo scenario futuro, perché coniugano attività produttiva agricola e tutela delle risorse naturali.In questa dimensione nazionale e internazionale deve essere gestita l’emergenza Xylella. È urgente e necessaria un’azione coordinata tra autorità regionali e nazionali, di rappresentanze italiane e pugliesi nel Parlamento europeo per una strategia comune di tutela della Piana. Resta centrale a mio avviso – conclude Lavarra – la necessità di una legge speciale come richiesto dalla Regione Puglia e di una rivisitazione delle decisioni della Commissione europea, nel quadro di un’accelerazione certa e responsabile di tutte le misure utili, quali il monitoraggio capillare e l’eradicazione delle piante infette. Indispensabile infine il supporto e il coinvolgimento dei Sindaci dei Comuni della Piana, attivando un presidio tecnico-scientifico di competenza della Regione Puglia».
 
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