mercoledì 18 aprile 2018

"La Boheme", botteghino aperto anche sabato e domenica - Al Teatro Verdi di Brindisi fervono i preparativi per la messinscena dell'immortale capolavoro pucciniano

"La Boheme", botteghino aperto anche sabato e domenica - Al Teatro Verdi di Brindisi fervono i preparativi per la messinscena dell'immortale capolavoro pucciniano

"Opera in Puglia" approda a Brindisi, nel Nuovo Teatro Verdi, con l'opera della giovinezza, della voglia di vivere. "La Boheme", immortale e amatissimo capolavoro di Giacomo Puccini, in arrivo lunedi 23 aprile alle ore 20.30, segna il primo appuntamento della stagione lirica diretta da Giandomenico Vaccari.

Posti ancora disponibili: oltre ai turni ordinari (lunedi, mercoledi e venerdi ore 11-13; martedi e giovedi ore 17-19), la biglietteria del Teatro Verdi sara aperta al pubblico anche sabato 21 e domenica 22 aprile ore 11-13 e 17-19. Lunedi 23 aprile, giorno dello spettacolo, ore 11-13 e a partire dalle 19.

Lo spettacolo sara preceduto da una guida all'opera, a cura del docente Corrado De Bernart e del direttore artistico della rassegna Giandomenico Vaccari, che si svolgera venerdi 20 aprile alle ore 18.30 nella sala conferenze del Complesso ex Scuole Pie a Brindisi (via Tarantini, 35).

Puccini aveva cominciato a lavorare alla Boheme nel gennaio 1893 (lo precisa lui stesso in polemica con Leoncavallo che reclamava la priorita dei diritti sul soggetto), scrisse l'ultima nota della partitura il 10 novembre 1895, provando "l'effetto di avere visto morire una mia creatura". Opera in quattro quadri, "La Boheme" debutto al Teatro Regio di Torino con la direzione di Arturo Toscanini nel 1896. La sua genesi fu piuttosto complessa, ma fin dalla prima esecuzione torinese il pubblico la acclamo, a differenza della critica che invece non ne fu troppo convinta (un critico accenno addirittura alla "abdicazione" di Puccini). "Una vita gaia e terribile": e quella dei bohemien. In una Parigi fredda e invernale quattro giovani artisti tirano a campare con pochi soldi, cercando di mangiare qualcosa e godendo di sprazzi di vita al Caffe Momus. "Bella eta d'inganni e d'utopie", dice uno di loro. L'intreccio tra due storie d'amore, quelle di Marcello con Musetta e di Rodolfo con Mimi, e l'occasione per mostrare anche il lato oscuro dell'amore: i litigi tra innamorati e le gelosie reciproche svaniscono quando irrompe qualcosa di piu grande, come la morte. "La Boheme" e l'opera dei giovani per eccellenza in cui sogni e realta si mescolano, le passioni si intrecciano e l'amore vince su tutto, nonostante la morte.

Un trionfo di emozioni, impasti, colori, caratteri, personalita, che descrive un universo umano cosi vicino e insieme lontano da noi. La soffitta di Parigi e metafora della vita di tutti i giorni in cui l'arte in tutte le sue forme trionfa sovrana e trova adeguata completezza solo nell'amore. Un amore forte, vivo, struggente e maledettamente bello. Questa messa in scena da luce e colore alla giovinezza e sottolinea la leggerezza accattivante della quotidianita dei protagonisti per poi marcare con sensibilita il dramma della poverta e della malattia con un gioco di contrasti e allusioni sceniche e registiche, che rendono lo spettacolo intenso e coinvolgente, cosi come il riso e il pianto conseguenza l'uno dell'altro. Come nella vita reale.

Debutto assoluto nel ruolo di Mimi per la sanvitese Angela Nisi (in passato piu volte nelle vesti di Musetta), soprano che sa imporre agilita vocale e una grande padronanza scenica: Rodolfo e interpretato dal tenore franco-tunisino Amadi Lagha, dotato di un timbro schietto, caldo, tipicamente mediterraneo. Completano la compagine artistica: Italo Proferisce (Marcello), Marco Camastra (Shaunard), Federico Benetti (Colline), Diana Tugui (Musetta), Giorgio Schipa (Benoit/Alcindoro) e Federico Buttazzo (Parpiugnol). Regia di Alessandro Idonea. Dirige l'Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento il M.O Gianluca Martinenghi. Le scene sono del Teatro Petruzzelli di Bari, realizzate nel 2008 per il Teatro Piccinni. Il "Coro Opera in Puglia" sara diretto da Emanuela Aymone, il coro di voci bianche da Luigi Mazzotta.

La scrittura travagliata del libretto, ad opera di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, e testimoniata dalla lettera che il primo scrisse all'editore Giulio Ricordi: "Vi confesso che di questo continuo rifare, ritoccare, aggiungere, correggere, tagliare, riappiccicare, gonfiare a destra per smagrire a sinistra, sono stanco morto. Se non fosse stato per la grande amicizia che ho per voi e per il bene che voglio al Puccini, a quest'ora me ne sarei liberato in malo modo. (...) Nel tempo dato a questi rattoppi avrei potuto scrivere comodamente quattro articoli per la 'Nuova Antologia'".

Si comincia alle ore 20.30
Durata dello spettacolo: due ore + tre intervalli e cambi scena (n. 4 scene liriche) 

Foto di Samuele Vincenti  
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