giovedì 29 marzo 2018

La Passione Opera Paese di Pietrangelo Buttafuoco coinvolge e commuove la comunità di Ostuni

Folla di residenti e visitatori con le lacrime agli occhi per l’inedita rivisitazione delle sofferenze di Cristo portata in scena lunedì e martedì santo nella città bianca. Performance accorata e applausi interminabili per la messa in scena che ha coinvolto 300 persone e sfidato le basse temperature
 
 
 C’è stato un lungo e caloroso applauso di oltre un migliaio di mani martedì scorso, ai piedi della cinta muraria di Ostuni, trasformata in monte Calvario dalla Passione Opera Paese firmata da Pietrangelo Buttafuoco con la concertazione di Mario Incudine.

La messa in scena, che ha coinvolto per oltre due mesi 300 persone e una macchina organizzativa complessa guidata dall’associazione Terra, ha sfidato il maltempo, gli intoppi burocratici e lo scetticismo per la novità e ha commosso la comunità della città bianca, assieme a tanti turisti e visitatori accorsi per l’occasione.

Ha parlato al cuore la scrittura e la visione sulla Passione di Cristo dello scrittore Pietrangelo Buttafuoco, interpretata dal cantastorie Mario Incudine (che ha anche confezionato la Sinfonia per Ostuni), con la collaborazione dell'aiuto regista Giuseppe Spicuglia e i musicisti Antonio Vasta alla fisarmonica e Giorgio Rizzo alle percussioni. Coprotagonisti, i gruppi folk Città di Ostuni e La Stella, CorOstuni, il coro dei bambini dell’istituto Giovanni XIII, l’associazione giovani musicisti di Ceglie Messapica, le sei confraternite della città bianca e poi tutti gli attori non professionisti (ma spigliati ed eccezionalmente espressivi) Felice Prudentino (Gesù), Marina Buongiorno (Maria Addolorata), Matteo Pacifico (Pilato), Carmelo Greco (Caifa), Nicoletta Narracci (Maria Maddalena), Francesca Galizia (Veronica), Angelo Barnaba (Pietro), Salvatore Tanzarella (Barabba), Oronzo Morelli (ladrone buono, Dìsma), Adriano Bagnulo (ladrone cattivo, Gèsta), Mimmo Valente (Barbaro Biondo), Antony Sathees Viji (Simone di Cirene), Cettina Lotesoriere (Satana). Nel cast, nel ruolo di Lamia, l’attore e regista Giuseppe Convertini.

Per entrambe le repliche di Passione, è stato il corpo bandistico di Ceglie Messapica, diretto da Michele Vitale, a dare il via al grande spettacolo suonando per le vie del paese e radunando la folla in piazza della Libertà. Qui, a fare da sfondo al processo a Cristo, il palazzo comunale dal cui balcone centrale dialogavano i cori e dalle cui finestre si affacciavano i figuranti in abiti d’epoca. È stato Incudine con il cunto “Lu venniri matina” in lingua siciliana a dirigere la scena tra canti e musiche della tradizione sacra, grida corali “Misericordia”, canti in lingua pugliese, il “Malarazza” di Modugno, lenti valzer alla fisarmonica, fuochi che segnavano il passaggio di Pietro e infine una Madonna addolorata in carne e ossa portata a spalle dai confrati. 

Sono state due le processioni che si sono dirette per vie separate alla cinta muraria del Calvario: la Vergine vestita a lutto con confraternite e banda da un lato, e Gesù sotto il peso della sua croce scarlatta dall’altro lato, accompagnato dai soldati romani, i ladroni, la figura funesta di Satana e una turba di voci che per le viuzze bianche, sotto gli archi, sopra i ciottoli ha declamato cunti in barese per il Cristo sofferente, al ritmo di lavatoi di legno e troccole, mentre il cantastorie Incudine ha continuato il suo narrare in siciliano, cantando in acustico lamentanze accompagnato dalla fisarmonica di Vasta.

A suggellare il finale non è stata solo la crocifissione sul Calvario, ma l’enorme velo nero disteso su tutta la scena come un grande sudario, con i confrati con le loro lanterne accese rimasti a segnarne il perimetro. Banda, gruppo folk e CorOstuni con i bambini hanno segnato il lutto e la speranza al grido “Misericordia” e con il canto profetico del Gloria.
 
Ringraziando il numeroso pubblico e tutti i protagonisti della serata, Buttafuoco ha detto: “Sintetizzo tutto con un grazie”. Beppe Moro, assieme a tutti i giovani soci dell’associazione Terra, ha aggiunto: “L’opera è compiuta, perché mentre le quantità si contendono lo spazio, le qualità si completano a vicenda. L’anno prossimo saremo ancora qui, con tutti voi e con Passione”.

Mariangela Vacanti
 
 
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