martedì 13 marzo 2018

Sicurezza nei centri commerciali. Confesercenti lancia l'allarme

Oltre i fatti di  cronaca, nei centri  commerciali del  territorio c’è un  problema di sicurezza. L’ultimo episodio delittuoso, la rapina messa a segno l’otto marzo in una gioielleria della Galleria del centro commerciale Auchan di Mesagne, ha scosso non poco  la  comunità  locale.  Soprattutto per il modus operandi adottato dai  malviventi che hanno colpito in pieno  giorno, in  presenza di tante famiglie e, per giunta, indisturbati.  

Sull’argomento nei giorni scorsi è intervenuto il presidente provinciale dell’Adoc, Giuseppe  Zippo, il quale ha giustamente evidenziato l’esistenza di un problema di sicurezza per i cittadini. Confesercenti condivide le preoccupazioni dell’associazione dei consumatori e crede che la “questione sicurezza” meriti una particolare attenzione da parte di tutti.  Per  fortuna, a  parte lo  spavento, non ci sono stati problemi per coloro che  in  quel momento si trovavano nella galleria del centro commerciale mesagnese. Per fortuna! 

Ma ci sono dei precedenti, anche a livello nazionale, che invitano a prestare la massima attenzione. Basti pensare ai fatti di Torino e alle conseguenze, a quello che ci ha insegnato e lasciato in eredità, Circolare Gabrielli in primis. Il panico, a volte anche immotivato, può avere  risvolti devastanti. Le gallerie dei  centri commerciali dovrebbero essere considerate come  vere e proprie piazze chiuse e,  per questo, più esposte al  pericolo ed  opportunamente  regolamentate. Le nostre non sono  ipotesi, sono fatti realmente e recentemente accaduti.  

Quindi, tornando a Brindisi, vale la pena chiedersi cosa sarebbe successo se i balordi avessero aperto il  fuoco, se la vicenda avesse assunto una piega diversa. Come avrebbero  fatto gli  avventori ad abbandonare velocemente il centro commerciale? 

Non sarebbe stato facile perché nel nostro territorio, nei centri di grande distribuzione, le vie di fuga sono spesso ostruite. Quelli, però, sono spazi comuni ed è bene sapere che i centri  commerciali sono progettati e autorizzati tenendo conto di parametri precisi:  c’è una  proporzione  fra i metri quadri destinati a spazi commerciali, ai parcheggi e alle aree comuni. E queste ultime, pensate anche per far defluire la gente in caso di pericolo, non  possono avere una destinazione d’uso commerciale. Non sono, in altre parole, vetrine nelle quali “esporre” auto, stand ecc. 

Queste aree, per il bene degli avventori, devono essere libere da barriere di qualunque tipo. Vale la pena continuare a rischiare?  O, forse, è opportuno iniziare a rispettare le regole a beneficio della sicurezza e della legalità nei luoghi pubblici, peraltro molto frequentati anche dai bambini, come i centri commerciali?                  
 
   
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