lunedì 26 febbraio 2018

“Non Una Di Meno”, appello al Direttore Sanitario dell’ ASL Brindisi per il rispetto della salute sessuale e delle scelte riproduttive.

“Non Una  Di Meno”, appello al  Direttore  Sanitario  dell’ ASL Brindisi per il rispetto  della salute sessuale e delle scelte riproduttive.

“Non Una Di Meno”,  una realtà emblematica, di come  le donne brindisine (e non solo) vadano avanti con orgoglio e determinazione, nel chiedere il rispetto dei propri diritti, della propria vita, di una dignità spesso calpestata. Un gruppo di donne, caparbie ma semplici,  protagoniste di diverse  manifestazioni, iniziative che colgono nel segno, sul piano della condivisione e della partecipazione.

Come la raccolta firme, avviata da alcuni giorni, con un vero e proprio appello al  Direttore   Generale della Asl Giuseppe Pasqualone,  “per il  rispetto della salute sessuale e delle scelte  riproduttive.

Una lettera inviata al dott. Pasqualone, in cui  “Non  Una  Di Meno”  si presenta e spiega  il senso dell’ iniziativa e delle richieste. “Siamo le femministe dell’ Assemblea territoriale “Non  una di meno” di Brindisi, impegnate quotidianamente sui temi della salute della donna, in termini di rispetto effettivo delle leggi vigenti e di accesso ai servizi di assistenza e cura.  In particolare, oggetto della nostra valutazione e analisi sono l’applicazione reale della legge 194/78 “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’ interruzione volontaria di gravidanza”, e il coordinamento tra servizio ospedaliero e consultori territoriali in relazione agli aspetti informativi e preventivi, come  da “Piano per la presa in carico delle richieste di  Ivg e la  definizione  di un percorso di integrazione Territorio-Ospedale–Territorio, quest’ultimo rimasto quasi completamente inattuato”.

In sostanza, un vero e proprio appello ad intervenire, una volta per tutte,  su una situazione sanitaria che investe  anche  gravi problemi e  risvolti economici.  “Perdurando la situazione  presente, la cittadinanza  è costretta a rivolgersi  a strutture private e/o convenzionate (spesso non sufficienti  e/o onerose), anche costringendosi a uno spostamento fisico notevole. Il danno economico  per i cittadini  risulta aggravato dall’ incidenza sulla spesa pubblica e dal maggior costo dell’ intervento presso le strutture private convenzionate”. 

La lettera continua, con denunce e segnalazioni:  “rileviamo  che  l’Ospedale  Perrino ancora  non dispone dell’ organizzazione necessaria a offrire alle donne il parto indolore, prestazione da erogare come Livello Essenziale di Assistenza prevista dal  DPCM 12/01/2017.  Anche  in questo caso, le donne che desiderano affrontare il parto senza dolore sono costrette  a rivolgersi alle strutture private a pagamento. Per proseguire  verso  il  raggiungimento  dei nostri obiettivi, richiediamo a lei, Direttore Generale della  ASL brindisina, un incontro per comunicare  le  nostre motivazioni e chiederle un impegno vincolante da parte dell’ Istituzione  che rappresenta”.

L’ incontro dovrebbe esserci proprio in queste ore. Intanto, queste, in sintesi, le richieste  di  “Non Una  Di Meno”:   

1) rispetto della  Legge 194, con assunzioni di equipe  medica non obiettrice; 

2) rispetto della sopradetta  Legge, anche in merito all’ informazione sulla salute sessuale e la messa in atto di dispositivi che precedano  e limitino  la necessità di ricorrere a una   IVG;  

3)  possibilità di fruire del  parto indolore  come dai recenti  LeA., quindi  messa in funzione di una sala attrezzata  e acquisizione di macchinari  e specialisti;  

4) rispetto del  Piano firmato  con i  Consultori, quindi Coordinamento e Sostegno  economico  ed organizzativo, pieno funzionamento degli stessi  in  proporzione  alle necessità della cittadinanza; 

5) rispetto delle linee guida “Interruzione volontaria di Gravidanza , con la possibilità di allestire luoghi adatti in pratica all’ accompagnamento della  donna in questa pratica  abortiva.

Articolo  di  Ferdinando  Cocciolo.    
 
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