sabato 24 febbraio 2018

La pavoncella è tornata in Riserva grazie all'agricoltura bio

La pavoncella (Vanellus vanellus) è un uccello migratore, di medie dimensioni e dall’aspetto molto particolare.  Caratteristico è il lungo ciuffo che presenta sul capo. Il suo piumaggio ha riflessi bronzei-verdastri sulla schiena, mentre è bianco candido sul petto e sull’addome. Le ali della pavoncella sono lunghe e di forma arrotondata. Questo animale frequenta prati umidi, ma anche pascoli e campi arati. La sua dieta è composta di insetti, invertebrati e da qualche seme. La pavoncella è specie gregaria e in inverno forma branchi molto numerosi che, spesso, si uniscono a quelli dei pivieri dorati (Pluvialis apricaria). 

La Puglia è un’area di svernamento delle pavoncelle e dei pivieri che provengono dal centro-nord dell’Europa. L’arrivo di questi uccelli è sempre concomitante con il sopraggiungere delle temperature rigide. Ma entrambe le specie hanno risentito molto dell’uso in agricoltura dei prodotti chimici e della modificazione delle pratiche agricole e zootecniche, tanto che sono scomparse da aree che in precedenza popolavano. Quanto alla loro presenza a Torre Guaceto, in passato, questi volatili non erano largamente presenti. Oggi qualcosa è cambiato.  Le pavoncelle e i pivieri sono tornati.  Da qualche anno il numero di pavoncelle che sverna a Torre Guaceto si attesta sui circa 700-800 individui, mentre i pivieri dorati arrivano ai 200.

Questo in controtendenza rispetto al trend negativo di entrambe le specie a livello regionale. Ciò che è stato determinante ai fini dell’ottenimento di questo risultato è stata la conversione dell’agricoltura tradizionale in quella biologica che ha reso disponibili importanti nicchie trofiche. Ossia, la modifica del paesaggio agrario da “arido” dal punto di vista della presenza di insetti ed invertebrati uccisi dalla chimica usata per le colture, a biologico, quindi rispettoso dell’ambiente naturale, ha reso disponibile una fonte alimentare prima assente, quindi, ha creato le condizioni affinché pavoncelle e pivieri dorati tornassero in Riserva sicuri di avere di che nutrirsi.  

Inoltre, il ripristino di uno specchio d’acqua a margine della zona umida, quindi, adiacente ai seminativi in cui sostano e si alimentano questi animali ha completato il mosaico. Nello specchio d’acqua di Torre Guaceto in questione, infatti, è possibile osservare questi uccelli quando, a centinaia, si accalcano per abbeverarsi e lavare il piumaggio.   Questo importante risultato attesta l’improrogabilità della messa a punto di una gestione eco-compatibile del territorio anche oltre i confini della Riserva e dimostra quanto siano stati fruttuosi gli sforzi profusi in tema dal Consorzio.  Infatti, alla nascita dell’ente gestore, la superficie di terreni interni all’area protetta che venivano coltivati in modo biologico era pari allo 0%, mentre oggi si può contare su un buon 30%. 

foto di Giuseppe Lanotte

 CONSORZIO DI GESTIONE DI TORRE GUACETO 
 
 
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