martedì 20 febbraio 2018

Oria. Grande successo della Mostra "Sulla Via Del Sacrificio" - LA LA RECENSIONE DEL CRITICO DINO DEL VECCHIO

“Sulla Via del Sacrificio”, una mostra (organizzata ad Oria dall’ associazione VISIT ORIA) che ha avuto  un grande successo, in termini di partecipazione, impegno, cultura, passione.  Quando sentimenti  e cultura  si fondono, vuol dire  che  l’ arte, la cultura, vanno oltre se stesse, trasmettendo alle comunità valori e messaggi che rimarranno “indelebili ed eterni”.  In sintesi,  la “significativa miscela” della mostra “Sulla Via del Sacrificio”,  organizzata ad Oria dall’   Associazione VISIT ORIA in collaborazione con  il Gruppo di Promozione Umana di Oria.

La mostra e’ stata  inaugurata, presso la Chiesa di San Francesco D’ Assisi, lo scorso  20 gennaio, e si e’ protatta, attraverso anche interventi di rilievo, sino al 18 febbraio. Ma ogni mostra, ogni iniziativa, non va avanti, se non c’è, anche e soprattutto, l’impegno personale di chi ha sogni e passioni.

Il critico d’arte Dino Del Vecchio (puntuale e preciso illustratore della Mostra)  e’  stato  ART CURATOR, insieme al dott. Massimo Ricchiuto, Presidente di VISIT ORIA e dell’associazione artistica La Casaccia di Francavilla Fontana.

Opere che esprimono  il significato della Passione di Cristo, visto appunto come  “icona” di sentimenti ed emozioni da trasmettere al pubblico.  “Una mostra  densa  di significati – ha dichiarato Massimo Ricchiuto, perche’ l’arte, quella giusta e condivisa, va oltre se stessa.  Un’ iniziativa fatta, pensata, per ribadire il significato della Passione, che deve valere per l’ intera umanità.  Il Gruppo di Promozione Umana fa rivivere la Passione di Cristo praticamente dal vivo,  per far vedere la sofferenza, attraverso l’identificazione di nuove icone. Gli artisti hanno  espresso immagini e sentimento”.

Opere del Maestro Emidio De Stefano, la prof.ssa Maria Concetta Lomartire di Oria, la Maestra  Antonia Acri di Brindisi, Giuseppe D’Elia di Brindisi, Franco Tarantino di Milano, lo scultore   Antonio Caragli di  Oria, tanto per citare  i riferimenti e personalità piu’ importanti. 

E  per i critici d’ arte, significativa la presenza, oltre al gia’ citato Dino Del Vecchio (di Monopoli)  che ha recensito mostre  di livello nazionale, il  prof. Mario Meo di Brindisi, il maestro Gennaro Solferino (maggiore esponente nazionale dell’IPERREALISMO).

Articolo di Ferdinando Cocciolo. 

LA RECENSIONE DEL  CRITICO DINO DEL VECCHIO  
L’arte sacra, nella vita e nella storia.
Nel mondo complesso in cui viviamo l’arte, sia nella ricezione che nei modi di produzione, sta subendo una grande trasformazione; e anche il valore critico dato all’opera ha perduto ogni stabile giudizio. Sulla soglia del Terzo Millennio, nell’era postmoderna, la mostra di arte sacra che si realizza a Oria, nella Chiesa di San Francesco d’Assisi, torna a manifestare con i linguaggi della pittura e della scultura, il virtuoso nitido senso di amore sacro aderente alla vita. Sulla via del sacrificio religioso intravisto nella classicità e di cui portiamo memoria, l’evento artistico che conserva una coerente diversità di linguaggi che si offrono nella ricognizione della ricerca estetica del presente, trattiene in se il messaggio religioso della Passione di Cristo; e più precisamente coniugando i segnisimbolo del mistero della fede, interpreta l’originario recupero dei valori religiosi nel tempo in cui l’uomo, estraniato e distratto dal relativismo postmoderno, accerta solitudine e individualismo.

Non marginali o subalterne alle compresenti tele, antiche e moderne, che si fanno notare nelle Chiese e nei Musei, le opere, pur mostrando i debiti contratti nei confronti delle immagini sacre e fra le più grandi il Cristo del Mantegna, o sulla linea della cultura rinascimentale e caravaggesca ove si sente e si vede il senso profondo della Fede cristiana, idealmente allargate all’area del rapporto con la poderosa produzione iconografica della Via Crucis, sulla scena dell’arte contemporanea ricca di tendenze, correnti e aggregazioni, ma anche dentro la storia locale, conferiscono un ulteriore “lascito” simbolico che nessuno si sognerebbe di sottrarre alla palpitante commozione del popolo dei fedeli. Così riassunto sulla linea dell’astrazione pittorica o calato nelle oggettive forme materializzate della scultura, il percorso espositivo, facendosi misura delle tragiche reali condizioni umane, nelle proprie solitudini, trova quindi la propria identità nelle corrispondenze e relazioni col tempo odierno.

Dunque, sulle tracce dei Supremi artefici della storia dell’arte, o con quelle che compaiono nei quadri di pittori le cui venature riguardano L’arte del Sacrificio nella modernità, l’evento artistico, aperto a nuove soluzioni espressive e con più ricche invenzioni di nuovi linguaggi, trasferito nelle emozioni del fruitore che come noi crede nel significante rito della Passione di Cristo, nei giusti limiti giunge a metabolizzare il valoriale messaggio di salvezza per l’umanità.

Dino Del Vecchio

 
 
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