mercoledì 31 gennaio 2018

Importante proseguire con la razionalizzazione fiscale anche tramite il via all’imposta sul reddito imprenditoriale (Iri)

Secondo Confartigianato Puglia è necessario proseguire sulla strada della semplificazione fiscale e della razionalizzazione delle tasse, adottando l’imposta sul reddito imprenditoriale (Iri).

«È necessario proseguire sulla strada della semplificazione fiscale e della razionalizzazione delle tasse, adottando nel 2018 l’imposta sul reddito imprenditoriale (Iri)». È quanto chiede Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia, in merito agli adempimenti fiscali che continuano a gravare sulle aziende.

«La legge di bilancio – spiega – contiene una serie di disposizioni positive, tuttavia sul fronte fiscale si è optato, ancora una volta, per il rinvio di provvedimenti strutturali e molto attesi dagli imprenditori, come l’introduzione dell’Iri».

Si tratta di un’unica imposta a cui ricondurre i redditi prodotti da persone fisiche titolari di partita iva o società di persona, assoggettandoli ad un trattamento fiscale ad aliquota fissa qualora vengano reinvestiti nella propria attività.

Nella sola Puglia, la platea potenzialmente interessata dall’introduzione dell’Iri – secondo i dati del Centro studi della stessa associazione – avrebbe riguardato circa 126mila imprenditori e circa 34mila società di persone.

In particolare, sono 125.971 le persone fisiche in Puglia titolari di ditta individuale, pari al 7 per cento del totale nazionale (1.785.621). Hanno dichiarato un ammontare di 2 miliardi 21 milioni euro, per una media di 16.290 euro. L’imposta lorda versata è di 457,4 milioni, mentre quella netta è di 296,4 milioni, per una media Irpef di poco superiore a 4mila euro.

Le società di persone che versano l'Irpef sono 33.603, pari al 3,82 del totale nazionale (880.097). Hanno dichiarato un ammontare di 850 milioni euro, per una media di 32.510 euro.

Secondo Francesco Sgherza, «va riconosciuto che la legge di bilancio approvata alla fine dell’anno scorso contiene una serie di misure utili. Mi riferisco, ad esempio, alla conferma degli strumenti di incentivazione ad effetto moltiplicatore, quali i bonus per le ristrutturazioni, per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici e per l’efficientamento energetico degli edifici: espedienti che, nell’attuale momento storico, consentono di sostenere ed incrementare la crescita della domanda interna. Anche la sterilizzazione dell’Iva ed il blocco all’aumento dei tributi locali, esteso a tutto il 2018, sono  provvedimenti di buon senso».

«Non mancano – aggiunge – alcune scelte che vanno nella direzione della semplificazione, come il riordino del calendario fiscale. Tuttavia ad uno sguardo più approfondito, ci si accorge che il più atteso provvedimento in materia fiscale, l’introduzione dell’Iri è stato rinviata di un altro anno.

Com’è noto, questa imposta riformulata consente a chiunque svolga un lavoro autonomo, sia esso di tipo professionale o imprenditoriale, di separare la parte di reddito che rimane nella propria disponibilità personale, che rimane soggetta ad Irpef, rispetto a quella lasciata in azienda, sottoposta ad un’aliquota ben minore, intorno al 24 per cento.

È evidente – commenta Sgherza – che questo incentiverebbe la capitalizzazione e gli investimenti, specie nelle piccole imprese in cui la quota di utili reinvestiti è già molto elevata pur con la vigente tassazione. L’auspicio – conclude il presidente – è che il prossimo Governo, quale che sia la sua composizione, dia completa attuazione a questa come ad altre misure in tema di alleggerimento e semplificazione: l’attenuazione della pressione fiscale sia dal punto di vista dell’onere che della burocrazia, rimane un’assoluta priorità per le aziende e per il Paese».
 
 
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