martedì 23 gennaio 2018

Al Perrino di Brindisi, per la prima volta in Puglia, praticata con successo l'embolizzazione prostatica

Dall'ospedale Perrino una tecnica davvero innovativa per il trattamento della ipertrofia prostatica benigna  - Per la prima volta in Puglia praticata con successo l'embolizzazione prostatica

Il trattamento dell'ipertrofia prostatica benigna che arriva a colpire fino all'80% dei maschi di età superiore ai 70 anni si avvale della chirurgia tradizionale o sempre più spesso di trattamenti endoscopici. Negli ultimi anni si sta affermando una tecnica indolore e non invasiva che non richiede cioè né tagli ne bisturi. Si tratta della cosiddetta embolizzazione prostatica. 

Questa metodica consiste nell'introdurre dall'inguine un sottilissimo tubicino che viene fatto avanzare fino alle due arterie prostatiche anteriori nelle quali viene introdotto del materiale sclerosante biocompatibile. Questo andrà ad ostruire le arterie prostatiche inducendo una atrofia della ghiandola con conseguente riduzione del volume della prostata fino al 30% ed oltre delle sue dimensioni iniziali. Il risultato successivo sarà il netto miglioramento dei sintomi lamentati venendo meno gran parte del tessuto precedentemente ostruente. 

Il caso da noi affrontato è stato quello di paziente portatore di un voluminoso adenoma prostatico che trattato con questa metodica è stato dimesso dopo solo 24 ore senza catetere. Oltre alla degenza minima ulteriori vantaggi sono la possibilità per i pazienti relativamente più giovani di poter conservare l’ejaculazione (che si perde sistematicamente con gli altri interventi) e quello di poter trattare anche pazienti molto anziani portatori di catetere a tempo indeterminato e non trattabili in precedenza in quanto ritenuti “ad alto rischio operatorio”.  

Tale moderna metodica è stata per la prima volta sperimentata con successo in questi giorni nell'Ospedale Perrino di Brindisi grazie alla collaborazione tra la U.O. di Urologia e l'U.O. di Radiologia interventiva diretta dal Dott. Giuseppe Lucente. Si consolida così una proficua collaborazione pluriennale tra le due unità operative che finora ha riguardato soprattutto il trattamento endovascolare (non chirurgico) del varicocele, patologia ritenuta tra le prime cause di infertilità maschile. 

Poter dare dal nostro presidio ospedaliero un segnale di progresso scientifico e tecnologico all'utenza locale e regionale ci  è sembrato un atto dovuto.

LE EQUIPE DELLE UNITA’ OPERATIVE DI UROLOGIA E DI RADIOLOGIA INTERVENTIVA - OSPEDALE PERRINO - BRINDISI
 
 
 
 
 
 
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