giovedì 18 gennaio 2018

Xylella fastidiosa: la CIA indice nella Città bianca un’assemblea intercomunale per discutere dell’avanzata del batterio e informare gli agricoltori

Rimane alta l’attenzione della Confederazione degli Agricoltori Italiani su xylella fastidiosa, fitopatia che da qualche anno minaccia seriamente l’economia agricola, turistica e culturale sia regionale, che nazionale. A tracciare la nuova mappa dell’avanzata del batterio nelle province di Brindisi e Taranto, l’assemblea intercomunale che si è svolta ieri pomeriggio presso la sede del GAL Alto Salento indetta dalla CIA, a cui hanno preso parte i responsabili CIA provinciali e regionali, e che ha visto la preziosa partecipazione di Anna Rufolo, responsabile per le politiche di settore olivicolo di Cia nazionale ed eletta a novembre scorso vicepresidente della task force europea Copa-Cogeca. 

«Stiamo parlando di un batterio pericolosissimo che non attacca soltanto gli olivi – spiega la dott.ssa Rufolo – attualmente presente in diverse parti del mondo e di cui da lungo tempo si osservano gli effetti devastanti. In Italia la problematica è legata prevalentemente all’olivo, ma possiamo aspettarci che il patogeno infetti molte altre tipologie di piante. Seguendo la suddivisione delle aree in cui è presente il batterio, l’Unione Europea ha disposto che venga messa in campo una serie di azioni mirate e buone pratiche agricole voltea contrastare l’avanzata del batterio e a contenere le conseguenze dell’infezione. La ricerca va avanti e la CIA confida in quello che è lo strumento più efficace per riuscire a prevenire la malattia, oltre che a combatterla. La comunità scientifica, affiancando gli agricoltori, effettua un costante monitoraggio sulle zone più o meno colpite da xylella fastidiosa, concentrandosi anche e soprattutto sull’area infetta, su cui bisogna nuovamente investire energie e risorse economiche».

«Questo incontro serve a chiarire alcuni punti dai quali non è più possibile prescindere per cercare di contenere l’avanzata della fitopatia – dichiara Gianfranco Coppola, sindaco di Ostuni e Presidente Del Gal Alto Salento –evitando di perdere ulteriore tempo prezioso. Questo territorio con la Piana degli Oliveti Monumentali è entrato a far parte del Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici designati dall’UNESCO, non possiamo permettere che il nostro paesaggio perda la sua identità storica, economica e culturale. La vicenda di Oria, con il respingimento dell’esposto contro gli espianti da parte del TAR, è diventata un esempio esplicativo di quello che può essere lo scenario futuro di un’intera regione. Il silenzio degli esponenti politici regionali mi lascia sempre più perplesso, mi sarei aspettato che qualcuno prendesse parte a quest’assemblea, rendendosi disponibile all’acquisizione di elementi concreti sull’andamento della problematica e al confronto con la CIA e gli agricoltori presenti. Mi auguro che l’atteggiamento volto a scaricare sulle amministrazioni comunali la soluzione di questo e simili problemi, come ad esempio il supporto al ripristino dei luoghi dopo l’alluvione che ha colpito Ostuni un anno e mezzo fa, possa cambiare di fronte al flagello chiamato xylella». 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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