martedì 2 gennaio 2018

IL PORTO DI BRINDISI. FORUM AMBIENTE, SALUTE E SVILUPPO: PARTIAMO DALLE OPERE CONCRETE E ATTUABILI

IL PORTO DI BRINDISI. FORUM AMBIENTE, SALUTE E SVILUPPO: PARTIAMO  DALLE OPERE  CONCRETE  E  ATTUABILI  

 Nei giorni passati vi è stata un’ampia diffusione - anche con una certa dose di enfasi - attraverso la stampa di alcuni contenuti del “Piano Operativo Triennale” approvato nell'ottobre scorso dall'AdSP del Mare Adriatico Meridionale. I progetti messi in risalto sono di notevole rilevanza economica, molto impegnativi sotto il profilo dei costi e dei tempi di realizzazione.  Essi  presentano  peraltro  coperture incerte o al momento sicuramente assenti e  vengono descritti come dati acquisiti e di prossima realizzazione.

Ne sono esemplare conferma  i nuovi accosti di S.Apollinare, del costo stimato di 52 milioni di euro, per i quali si ipotizza un finanziamento privato, ma è bene sapere che per questo sono stati persi i finanziamenti già erogati; la “vasca di colmata” di Costa Morena, del costo stimato di 63 milioni di euro, per la quale si pensa di fare due lotti distinti e di avanzare richiesta di finanziamento al Ministero; il raddoppio del “molo chimico”, anch'esso ancora da finanziare e progettare; la realizzazione nel “Capannone Ex Montecatini” di una struttura polivalente per i crocieristi e gli eventi fieristici, da finanziare ancora con capitali privati per il quale si dovrebbe spiegare perché, con una variante, è stata esclusa dal recinto doganale; la bonifica e il riuso dell'area “Ex  Pol”, sempre ricorrendo alla ricerca di capitale privato.

Tali idee, perché di questo si tratta in assenza di piani di lavoro e di fondi, per avere pratica attuazione richiederebbero  tempi assai lunghi ben superiori ai cinque anni se non ai  dieci. Ci chiediamo pertanto  che senso ha inserirli in un piano di breve termine quale il Piano Operativo Triennale? Non sarebbe stato più logico programmare, a fianco di opere di così ampio respiro, anche interventi coerenti con la natura dello strumento utilizzato, quindi capaci di fornire risposte concrete ed immediate ai tanti bisogni del porto di Brindisi?

Un rilievo, il nostro, confortato dalla  lettura della parte del POT redatta per il Porto di Bari, dove vengono individuate, finanziate e progettate azioni di breve periodo, cogliendo, evidentemente, le richieste avanzate a gran voce dagli operatori di quel porto, quali l'ampliamento delle aree di imbarco per l'Albania e poi il miglioramento della rete viaria interna.

Anche facendo affidamento sul cospicuo avanzo di gestione prodotto dalla vecchia Authority, (confluito nelle casse della AdSP)  per effettuare entro pochi mesi alcuni interventi vitali per il miglioramento e l'efficientamento dei servizi: 

1. prevedere il dragaggio di Costa Morena Est, senza dover attendere i tempi lunghi ed incerti della vasca di colmata, depositando i materiali di dragaggio sulla spianata ex BG  e consentendo così di disporre a breve di una banchina dragata almeno a – 14 mt., molto appetibile per i traffici merci;

2. completare i dragaggi e la pulizia dei fondali nel porto interno, a ridosso delle banchine Centrale, Carbonifera e Nuova e Vecchia Rampa, in modo da consentire l'ormeggio delle navi da crociera in aderenza alla vecchia stazione marittima (da reinserire nel circuito doganale), senza dover più usare I costosi pontoni;

3. realizzare un nuovo sistema di accosti e di ormeggi presso la banchine di Punta delle Terrare e Costa Morena Ovest, mediante la rotazione di 90° degli accosti e l’ adozione di un sistema di “boe intelligenti”, già peraltro in uso a Bari, con piena soddisfazione degli operatori e delle esigenze di sicurezza;

4. rendere quanto prima operativa la apertura del “circuito unico doganale”, rendendo così possibile la circolazione di mezzi e persone in tutti gli spazi portuali senza soluzioni di continuità e reinserire nel “circuito” il capannone ex Montecatini;

5. accellerare la realizzazione delle misure finalizzate ad elevare il cono di atterraggio aereo, per consentire il transito, l'ormeggio e la operatività commerciale di navi di altezza rispondente agli attuali standard;

6. accellerare i tempi di una prima bonifica dell'area ex Pol, con i 3,5 milioni già stanziati, aprendo subito un tavolo con il Comune di Brindisi, per individuare un utilizzo di tale sito che riesca a contemperare le esigenze portuali con quelle della città, scongiurando tutte le ipotesi, a vario titolo ventilate, di coinvolgimento di interessi di privati, aventi come obiettivo iniziative speculative di edilizia. 
 
Brindisi 2 gennaio 2018 

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