sabato 9 dicembre 2017

Depsa (Salvatore De Pasquale) commenta l'impresa di Liber Libro a Milano

Come qualcuno sa, ho casa a Ostuni da un bel po' di anni e lì trascorro le mie vacanze.  Ma poiché lavoro anche durante d'estate, un centro  di grafica e stampa mi serve come  il pane. E così, lo scorso luglio,  ho conosciuto Simona Ciccarese e Chantal Celino, come  cliente estivo del piccolo ma efficiente negozio  che le due giovani  gestiscono, quasi  all'angolo con via Pola. In realtà Simona già me la ricordavo dal 2015, ma questo è stato l'anno dell' approfondimento: gentilezza, cordialità, affinità  di vedute, sorrisi non di circostanza e poi la scoperta di “Liber Libro”. Cos'è? 

La “prima biblioteca diffusa e libera del sud Italia”, come la definiscono le due ideatrici, è stata una sorpresa piacevolissima perché ho toccato con mano che Ostuni non è solo il paese delle case bianche, del buon 
mangiare e degli olivi secolari, ma anche dei progetti culturali innovativi, perché di questo si tratta: liberare la cultura, permettere ai libri di impossessarsi di nuovi spazi e di nuovi padroni.

Ma quello che mai mi sarei aspettato, tra chiacchiere umanistiche e fotocopie,  e che nel giro di pochi mesi, Simona e Chantal mi avrebbero fatto provare l'orgoglio di essere ostunese, anche se in realtà sono nato a Portici. Ma andiamo per ordine. A ottobre  le  due “guerrigliere della cultura” come mi diverte definirle,  mi hanno comunicato  che il 19 novembre  avrebbero presentato Liber Libro in occasione di BookCity Milano presso la mega biblioteca di Rozzano, Centro Culturale Cascina Grande: una trentina di chilometri di distanza dalla mia  residenza milanese. Non potevo non andarci e l'ho fatto, non solo per ascoltarle, ma per fare il tifo, un po' come un emigrante in Svizzera o in Germania che non può non andare a tifare la squadra del suo paese  che va a giocare a Basilea o a Monaco. 

Lo so, stiamo parlando di italiani in Italia, eppure io la trasferta di Simona e Chantal l'ho  sentita veramente come una missione in terra straniera. Che bella figura ci hanno fatto fare ! 

E che belle reazioni! Un' elegante insegnante milanese di una certa età, ad esempio, si è congedata  dicendo che andava via più sollevata per il futuro della diffusione della cultura in italia, se esistevano iniziative del genere. Ha detto “in Italia”, non al Sud, badate  bene. E non è stata l'unica. Insomma le due guerrigliere hanno dimostrato una preparazione  e un amore per quello che proponevano meravigliosi, suscitando un interesse sincero , e non  parlavano di piatti tipici pugliesi, ma di come nutrivano l'anima e la mente degli ostunesi con  la diffusione dei loro libri. 

Ad Ostuni non solo il cibo ma anche la cultura da strada, panzerotti e Proust, tarallini e Pirandello. Mitiche!

Salvatore Depsa De Pasquale
 
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