mercoledì 6 dicembre 2017

Obiettivo possibile: riduzione della Ta.Ri. con affidamento a Multiservizi ed attivazione della “Economia Circolare” .

Di sicuro interesse è stato l’incontro con il neo assessore regionale all’ambiente ed il Presidente dell’Agenzia regionale Rifiuti (AGER), tenutosi presso il salone della Provincia con tema la “economia circolare” e la finalità di presentare la bozza di “Legge regionale partecipata sull’economia circolare”. 

Dall’incontro si è evinta la buona volontà dell’Assessore (fruscio ti scopa nova?) e la maggiore concretezza del Presidente Grandaliano che, senza ombra di dubbio, ha dimostrato di essere un profondo conoscitore della materia ed ei problemi connessi agli impianti di Brindisi. 

All’incontro ho partecipato (e sono intervenuto) come stakeholder e quindi come cittadino interessato al miglioramento delle attuali condizioni di abbandono e/o sequestro in cui giacciono gli impianti pubblici di proprietà comunale; interessato, in particolar modo, perché vittima (come tutti i brindisini) di un paradosso tutto nostro e che solo l’incapacità della politica e dell’apparato poteva produrre. Il paradosso è intrinseco nel concetto di “economia circolare” e quindi di un’economia basata sui principi cardine del “riuso” e del “ricircolo” dei rifiuti che sottintendono l’utilizzo di appositi impianti di trattamento; ebbene dal 2000/2003 il comune di Brindisi ha tutti gli impianti necessari per attivare la “economia circolare” e, con tutto ciò, siamo coloro i quali pagano la maggiore Tassa Rifiuti (Ta. Ri) in Italia.

In sostanza, il concetto di “economia circolare” e quindi di “riuso” e “riciclo” dei rifiuti è opposto a quello della “economia lineare” nel quale, partendo dalla “materia”, si perviene al “rifiuto” da smaltire; l’“economia circolare” è semplicemente l’estensione di un modello, a me noto da lustri, che pone al centro le materie che, recuperate, sono costantemente riutilizzate e/o riutilizzabili. 

Sono convintissimo che sia questo il percorso da seguire anche a Brindisi che ha un “sistema integrato dei rifiuti urbani”, tutto pubblico, da riorganizzare, integrare ed ammodernare; per fare ciò però ci voglio gli strumenti ed i mezzi …... oltre che uomini capaci!

Ebbene gli strumenti ci sono e, come detto, vanno riqualificati, mentre i “mezzi”, a detta della Regione, possono essere messi a disposizione e rivengono da finanziamenti residuali del FERS. 

Rispetto a quanto prospettato dall’Assessore e dal Presidente dell’AGER, gli obiettivi previsti al 2021 sono: raccolta differenziata al 75%, riduzione della frazione organica (FORSU) del 50%, riduzione della produzione dei rifiuti del 25% (rispetto al 2011), conferimento in discarica di solo il 5% e l’applicazione di una “Tariffa Puntuale” (come TA.RI) e quindi unica per l’intera regione. 

Utopia? Per alcuni aspetti ho un forte scetticismo (riduzione della Forsu e dei rifiuti prodotti), per i restanti sono, per natura, ottimisticamente orientato. 

Una considerazione a parte merita il richiamo all’applicazione di una “Tariffa puntuale” e ciò in quanto, per norma consolidata, tutte le spese sostenute dal “ciclo di raccolta” dei rifiuti urbani, per ciascun Comune, devono costituire (per semplificazione) la Tassa Rifiuti.  

Ed allora, a Brindisi non si potrà mai pervenire all’applicazione della “Tariffa puntuale” se: 
- la Regione non interviene subito nella riqualificazione degli impianti esistenti, mettendo a disposizione i “mezzi” necessari; 
- il Comune  non sa cogliere questo ottimo trend di percentuale di raccolta differenziata (51% a novembre) e far si che i “rifiuti” rivenienti dagli sforzi attuati per la separazione, siano realmente una “risorsa” e restino patrimonio della cittadinanza.

Per questo ultimo aspetto ritengo di dover ripetere, fino alla nausea, che il Comune ha la necessità di “osare” e, come avviene nel nord della Nazione, affidare la gestione dei rifiuti rivenienti dalle raccolte differenziate alla propria Multiservizi spa.

Ritengo che la Multiservizi debba necessariamente uscire dallo stereotipo che la propria “sopravvivenza” debba essere legata solo ed esclusivamente alle commesse rivenienti dalle finanze del Comune di Brindisi. 

Persistendo in questa logica, neppure il più qualificato degli amministratori sarà in grado di compensare le perdite e qualificare la società!!

La Multiservizi, per essere in grado di garantire stabilità d’occupazione per i propri dipendenti, deve costituire un sicuro punto di riferimento per l’intero territorio comunale, mirando alle inespresse potenzialità presenti nell’intero comporto delle aziende insediate nella zona industriale di Brindisi (vedi APEA) ed ancor più nella “gestione” degli impianti di trattamento dei rifiuti differenziati. 

Multiservizi deve divenire artefice del raggiungimento di due obiettivi primari: 1) il mantenimento delle unità lavorative, con proiezione all’incremento ed alla riqualificazione e 2) la riduzione del carico fiscale della Tassa Rifiuti.

Del resto, per quanto riferito dal Presidente Grandaliano, AMIU Bari, gestendo direttamente i propri rifiuti differenziati è stata in grado di riportare nelle casse comunali ben 20 Milioni di euro che hanno abbattuto notevolmente la TaRi. 

Pur nella ovattata volontà regionale di costituire una “AMIU Puglia”, sono convinto, sorretto dalla normativa vigente, che la proposta di ampliare le funzioni alla Multiservizi sia vincente!     

In questa proposta ci credo da sempre e l’ho più volte riportata in miei precedenti scritti; ci credo al punto da averla inserita ed anche con dovizia di particolari, nella domanda di candidatura al bando per la presidenza della Multiservizi e che, per i più volenterosi alla lettura, in allegato riporto. 

Ed allora o si è capaci di osare e cogliere tali opportunità, oppure ogni speranza sarà vana. 

prof. dott. Francesco Magno
 
 
 
 
 
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