mercoledì 6 dicembre 2017

IL PIANO URBANO PER LA MOBILITA’: UN’OCCASIONE DI PARTECIPAZIONE PER MIGLIORARE LA QUALITA’ DELLA VITA E LA SALUTE CITTADINA. ALCUNE INDICAZIONI .

Nel novembre scorso l’Amministrazione Comunale di Brindisi ha pubblicato un avviso in cui manifestava l’intenzione “di dotarsi del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (P.U.M.S.) quale strumento strategico di pianificazione per costruire una prospettiva partecipata di sviluppo della mobilità nel territorio comunale” . Il P.U.M.S. – prosegue l’avviso - si pone obiettivi di medio-lungo periodo che muovono principalmente dalla necessità di soddisfare i fabbisogni di mobilità dei cittadini, di aumentare i livelli di sicurezza, di incrementare le capacità di trasporto e, non ultimo, di ridurre i fenomeni di congestione del traffico. 

L’iniziativa merita di essere rimarcata e rilanciata per le numerose implicazioni che la mobilità urbana, di cui il traffico veicolare è la rappresentazione più palpabile, ha sia per la  qualità della vita (si pensi alla mobilità delle persone anziane e disabili la cui presenza  nella nostra società è prevista in costante aumento) sia per la salute. A questo riguardo vi sono importanti pronunciamenti.  Agenzie e Commissioni Sanitarie internazionali.  Il 24 ottobre 2013 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), autorevole organismo dell’OMS da decenni impegnato a testare la cancerogenicità ( ossia la capacità di provocare il cancro) di svariati agenti fisici e chimici, ha stabilito, con parere unanime dei suoi esperti,  che l’inquinamento atmosferico ed il particolato atmosferico ad esso collegato ( le cosiddette polveri sottili) costituiscono un cancerogeno certo per l’uomo (cancerogeni di gruppo 1 secondo la nota classificazione adottata dalla prestigiosa Agenzia). 

Molto più recentemente, nell’ottobre scorso, la Commissione su Inquinamento e Salute riunita dalla prestigiosa rivista medica “The Lancet” ha pubblicato un corposo rapporto con analisi e proposte sul tema. Il rapporto esordisce con queste inquietanti parole: “L’inquinamento è la maggiore causa ambientale di malattie e morti premature oggi nel mondo. Le malattie causate dall’inquinamento erano responsabili di una stima di 9 milioni di morti premature nel 2015 – il 16 percento di tutte le morti nel mondo – tre volte i morti da AIDS, tubercolosi e malaria messi insieme e 15 volte di più di quelle provocate da guerre ed altre forme di violenza. Nei paesi maggiormente colpiti, la malattia correlata all’inquinamento è responsabile di una morte su quattro.”  Il rapporto esamina le varie forme di inquinamento e tra di esse quello atmosferico occupa n ruolo importante. Vengono esaminati anche i costi economici che le malattie da inquinamento rappresentano per le società che ne sono colpite.

Tra gli interventi a medio termine contro l’inquinamento atmosferico si rinvengono la definizione di requisiti per veicoli più puliti anche attraverso stazioni di controllo, la previsione di incentivi per veicoli elettrici e ibridi,  lo sviluppo delle flotte di trasporto pubblico, mentre tra quelli a lungo termine troviamo l’espansione o il miglioramento del trasporto pubblico, la facilitazione dello spostamento attivo costruendo percorsi pedonali e ciclabili, la creazione di meccanismi che scoraggino l’uso dei veicoli privati. Per queste ragioni è necessario coinvolgere enti come l’ARPA e la ASL oltre a tutte le organizzazioni sociali come gli organi professionali dei sanitari e degli urbanisti, le varie associazioni di tutela della salute e dell’ambiente.

Restando in attesa della pubblicazione delle linee guida  che consentirebbe più organici e concreti contributi, sin d’ora segnaliamo la necessità di ridurre il traffico privato  a vantaggio di quello pubblico e di quello attivo (in bicicletta). Obiettivo questo per raggiungere il quale  bisognerà  verosimilmente trasformare tutte le principali strade cittadine in sensi unici con una corsia ciclabile, una pedonale, una per il trasporto pubblico ed una per il trasporto privato. Solo velocizzando il trasporto pubblico e rendendo sicura la mobilità attiva (in bici) sarà scoraggiato il ricorso all’automobile, principale causa dell’inquinamento urbano. La riduzione dell’inquinamento urbano produrrà sicuri vantaggi sulla salute pubblica, riducendo le malattie e le morti premature ad esso correlate.
 

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