mercoledì 6 dicembre 2017

La Legge Regionale Partecipata sulla gestione sostenibile dei rifiuti ed Economia Circolare fa tappa a Brindisi

La Legge Regionale Partecipata sulla gestione sostenibile dei rifiuti ed Economia Circolare fa tappa anche a Brindisi, presso il Salone di rappresentanza della Provincia. Che intende fare la Regione Puglia sull’ assenza degli impianti sul territorio brindisino?.

Una  “gestione virtuosa  di una sana azione e politica sui  rifiuti” rappresenta, per ogni comunita’, un’ elemento  fondamentale, se si vuole salvaguardare concretamente l’ ambiente, la salute dei cittadini, anche i livelli occupazionali.

“Facile da pensare”, difficile nel mettere in pratica, se si pensa immediatamente a quanto accaduto e sta avvenendo nel territorio brindisino, tra assenze croniche di  impianti, difficolta’ risapute nel raggiungimento di livelli ottimali di raccolta differenziata, concessioni di appalti brevi, anomalie derivanti  da gestione e smaltimento  rifiuti da parte di privati.

Ma qualcosa, pare, si stia muovendo.  Ad esempio, la Societa’ che ha attualmente in appalto a Brindisi il servizio di raccolta rifiuti (Ecotecnica), ha ufficialmente annunciato che la raccolta differenziata nel mese di novembre ha raggiunto il  51%.

Se si pensa (almeno dai dati ufficiali pubblicati dalle parti interessate, compreso il Comune di Brindisi) al 12% trovato prima dell’ insediamento ufficiale della nuova azienda nel servizio rifiuti, un risultato significativo e importante.  Grazie, anche e soprattutto, all’ impegno e alla sensibilita’ di molti cittadini brindisini.

Ma cio’ ancora non basta, e rimane purtroppo la grave problema della mancanza di discariche e impianti comunali nel territorio brindisino (nel capoluogo, impianti CDR  e compostaggio chiusi). La vicenda della discarica di Autigno  (gestita dalla societa’ Nubile)  “grida vendetta”, per il grave danno ambientale arrecato alla comunita’ e soprattutto ai residenti di Contrade ( tra Brindisi e San Vito dei  Normanni) abbandonate a se stesse.  E aggiungiamoci poi i gravi risvolti occupazionali, con i 40 lavoratori ex dipendenti della Nubile praticamente in mezzo ad una strada,  ad ammortizzatori sociali praticamente scaduti.

Quei lavoratori, in delegazione, presenti all’ incontro in Provincia di lunedì pomeriggio, che hanno chiesto risposte  alla Regione Puglia, rappresentata nella tappa brindisina dall’ attuale Assessore  Regionale alla Qualita’ dell’ Ambiente Filippo Caracciolo e il Commissario dell’ Agenzia Territoriale Regionale sui rifiuti Gianfranco Grandaliano.

Un’ iniziativa a cui, tra gli altri, hanno partecipato il Presidente reggente della Provincia di Brindisi Domenico Tanzarella, il Dirigente  Settore Ambiente Epifani, sindaci e assessori della provincia brindisina, i segretari delle organizzazioni sindacali Cgil  e Cisl  Antonio Macchia e Antonio Baldassarre, comitati  e associazioni (tra cui  Lega Ambiente e Confesercenti), il Consigliere Regionale M5S Gianluca  Bozzetti.

L’ assessore regionale Caracciolo ha spiegato in sostanza  “lo spirito”, gli obiettivi e i contenuti della   “Legge Regionale  Partecipata sull’ Economia Circolare”, evidenziati  del  resto  in un documento consegnato anche agli organi di stampa.

Una Legge, con  vari punti di domanda.  A cosa porta il  “Vantaggio Circolare”  ?  “Passare al modello circolare significa cambiare  la logica, usata finora, dell’ offerta fondata sulla cosiddetta economia lineare.  Il trattamento degli scarti deve mirare a un riciclo sostenibile  e a basso costo che punti in sostanza  alla rigenerazione e al reinserimento degli stessi nei processi di produzione  e, conseguentemente, alla chiusura del ciclo  dei rifiuti e del ciclo produttivo”.

Perche’ una  Legge Regionale?  “ Fissare azioni, obiettivi, misure dirette alla riduzione della produzione e al recupero dei rifiuti mediante la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio o ogni altra  operazione di recupero di materia con priorita’ rispetto all’ uso dei rifiuti come  fonte di energia”.  Promuovere, in maniera strutturata e condivisa, una gestione sostenibile dei rifiuti  attraverso la quale gli stessi rientrano, una volta  recuperati  nel ciclo  produttivo attraverso il risparmio di nuove risorse”.

Che fare  con i Comuni?  “incentivare  tutte quelle amministrazioni che ottengono i migliori risultati di riduzione dei rifiuti, favorire  i sistemi di raccolta differenziata che consentono di ottenere la minimizzazione della produzione dei rifiuti e la migliore qualita’ di  Raccolta Differenziata, promuovere  quindi lo sviluppo dei centri di raccolta  e di riuso”.  

Quali gli obiettivi concreti, da traguardare verosimilmente  per una  Puglia  virtuosa nel 2021?  “75% di Raccolta  differenziata,  riduzione dal 20% al 25% della produzione di rifiuti urbani rispetto al 2011, riduzione del 50% per gli scarti  alimentari, 5% per i conferimenti in discarica, applicazione della  Tariffa  Puntuale”.

Gia’, delle  “tariffe giuste e lineari” per le comunita’.  E qualcuno degli intervenuti, puntualmente, ha  voluto ricordare a Caracciolo e Grandaliano, quanto sia  ad esempio alta  la TARI   pagata  dalle famiglie brindisine. Come  ribadito  dall’ Assessore  all’ Ambiente Filippo  Caracciolo, quali, in definitiva le ricadute  sul territorio?    “Risparmi per i Comuni, i cittadini e le imprese locali,  Sviluppo  eco- sostenibile del tessuto economico  regionale, Uso piu’ efficiente delle risorse, riduzione  impatto ambientale, creazione di nuove opportunita’ occupazionali”.

Insomma, e sarebbe davvero ora, un percorso virtuoso ancora da sviluppare (siamo ancora al Disegno di Legge), ma le problematiche ambientali  in Puglia rimangono tutte.  E grave rimane lo scenario brindisino, al di la’ dell’ andamento migliore della raccolta  differenziata  pubblicizzato in una nota stampa  da Ecotecnica.

Significativo  l’ intervento, ad esempio, del segretario generale della  Cgil brindisina  Antonio  Macchia, a proposito del negativo  intreccio  danno ambientale – occupazione.  “Questo incontro deve rappresentare una valida occasione  per conoscere realmente quali sono le intenzioni  ed interventi della Regione Puglia  in merito all’ assenza degli  impianti sul territorio brindisino.  Che si vuole fare della discarica comunale di Autigno, attualmente sequestrata per l’ inquinamento della falda e le vicende giudiziarie, che in pratica sta continuando ad inquinare?  E cosa si vuol fare, anche e soprattutto, dei lavoratori (ex dipendenti   Nubile) , alcuni gia’ praticamente  fuori  e altri con scadenza immediata di ammortizzatori  sociali ?  “.

Domande  piu’ che legittime, non piu’ rinviabili,  su una vicenda che (come evidenziato da vari interventi) di cui (questo giornale, senza polemica, lo dice da sempre) la politica deve ritenersi responsabile.  Su inquinamento ambientale e risvolti occupazionali, non si  scherza piu’… ne sanno qualcosa proprio gli abitanti delle Contrade Autigno e Formica,  devastati  sotto il profilo dei danni  all’ ambiente  e alla salute.

I residenti e il Comitato Salute  Ambiente  e Territorio  non vogliono piu’ discariche nelle loro zone, ma  il Comune di Brindisi e la Regione Puglia la pensano diversamente.  Sono gia’  pronti i finanziamenti per la riapertura dell’ impianto di  Autigno, come conferma  lo stesso  Filippo Caracciolo:   Vi sono finanziamenti per il revimping dell’ impianto, che  dovra’ impegnare i lavoratori”.

Staremo  a vedere.  Dalle parole si deve passare ai fatti, se davvero le istituzioni hanno intenzione di avviare  un  ciclo dei rifiuti ottimale e virtuoso.  Troppi affari, troppi errori,  confusione  tra gestioni pubbliche e private, sui rifiuti. Intanto,  giusto  per ricordare anche alla Regione Puglia,  una porzione importante del territorio brindisino e’ stata gia’ distrutta…..

Articolo  di Ferdinando Cocciolo.       
 
 
 
 
 
 
 
 
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