lunedì 4 dicembre 2017

Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista. “Operazione verità” sullo stato delle casse comunali e partecipate

Come Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista con una lettera aperta al Commissario Prefettizio avevamo chiesto di sapere, in ragione della sua promessa di trasparenza fatta alla città il giorno del suo insediamento, quale fosse lo stato di salute delle casse comunali e quello delle partecipate, compiendo così una lodevole “operazione verità” Nel corso di questi primi mesi abbiamo scoperto (ma le cose erano note ai più) che lo stato delle cose non è florido; anche peggio di quello che avevamo ipotizzato.

Da una parte contenziosi milionari, continuo ricorso alle costose anticipazioni di cassa e tagli ai servizi con evidente disagio soprattutto per le famiglie meno abbienti, per l’amministrazione comunale; dall’altra una gestione fallimentare (ma non solo!) della Brindisi Multiserzi trasformata da società di servizi per il bene comune e per la collettività in “votificio” con annesso “pozzo senza fondo”. Più volte ed in diverse sedi abbiamo rappresentato la preoccupazione per una gestione dissennata della BMS. In tre lustri si è passati da un centinaio di dipendenti a circa duecento. Per avere cosa in cambio?  Gli ultimi articoli di giornalisti e commentatori apparsi sulla stampa ci confermano che la situazione è grave, molto grave.  E quella promessa di trasparenza ad oggi non è stata mantenuta del tutto.

Ancora oggi il quadro non è chiaro perché è il risultato di notizie frammentate e non inquadrate in un’unica cornice che possa dare la reale dimensione dei fatti e dei dati finanziari del Comune.
Per quanto “straordinaria” sia l’amministrazione del Commissario prefettizio non bisognerebbe dimenticare il dovere di trasparenza che non è banalmente quella imposta dalla norma ma  quella che si traduce nella condivisione di quelle scelte che direttamente o indirettamente incidono sulla vita dei cittadini. Dovrebbe, cioè, il Commissario illustrare chiaramente quali sono i tagli che intende fare al bilancio e quali sarebbero le conseguenze e se sono fondate le ipotesi di maggiori entrate di cui la stampa scrive. Non vorremmo che si trattasse di un ennesimo esempio di finanza creativa che come al solito ci ritorna indietro come un boomerang con interessi al seguito.

Il Comune di Brindisi, grazie ad una gestione scellerata, ma grazie soprattutto grazie ad una amministrazione “garibaldina” delle partecipate, è sull’orlo del dissesto. Il Commissario insieme a tutta la sua struttura di supporto potrebbe redigere un report sui conti del Comune senza aspettare il termine della gestione commissariale e senza essere costretti a conoscere fatti e misfatti attraverso uno stillicidio di notizie rubate dai giornali.

Una sincera trasparenza sarebbe auspicabile perché permetterebbe ai cittadini di avere non solo contezza di come sono stati gestiti i loro soldi ed il proprio patrimonio ma anche di avere chiara la visione del futuro della città e per poter decidere consapevolmente e senza i filtri degli accattoni della politica se continuare a votare chi è stato responsabile di questa rovina oppure decidere di voltare pagina; decidere se rimanere a casa e permettere che i soliti noti si riapproprino dell’amministrazione comunale grazie ai pacchetti di voti che gestiscono oppure ribellarsi andando a votare. Insomma  Sarebbe bello se, con un moto di orgoglio, tutti i brindisini consapevoli, superando amarezza e sconforto, decidessero di riprendersi il diritto di scegliere chi deve essere a guidare la città verso un nuovo futuro, migliore del passato (ci vuole poco!), oppure lasciare che tutto vada nel solito modo.

Cristiano D’Errico
Componente Coordinamento Cittadino
Articolo Uno – Movimento Democratico e Progressista
 
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