lunedì 30 ottobre 2017

Vicenda Discarica di Autigno “eterna”. Il comitato Salute Ambiente e Territorio preannuncia azioni legali nel caso venisse riaperta dal Comune di Brindisi.

Una  vicenda che definirla “eterna” sarebbe  anche poco, visto le varie implicazioni, legate a  situazioni, procedimenti giudiziari, contenziosi, personaggi. Quella  dell’ ex Discarica comunale di Autigno, tra Brindisi e San Vito dei Normanni, chiusa e sotto sequestro dal  2015,  esempio, purtroppo,  di come si possa  inquinare e  procurare un danno ambientale alla comunita’ e ad una porzione di territorio brindisino abbandonata a se stessa.

Una  vicenda  praticamente parallela a quella della discarica di Formica Ambiente, perche’ parliamo, in sostanza, di due impianti posizionati quasi uno accanto all’ altro, nel  “paesaggio inorridito” delle Contrade Autigno, formica, Mascava. Gia’, due  vicende con il filo comune di inchieste, procedimenti penali, indagini, affari sui rifiuti.

Uno scenario denunciato soprattutto da movimenti, comitati, associazioni, in particolar modo dal Comitato Salute Ambiente e Territorio presieduto da Maurizio Tamborino. L’ inquinamento della falda di Autigno denunciato, per primo, anni fa,  dal dirigente del Settore Ambiente della  Provincia di Brindisi Pasquale Epifani  (tra l’altro, lo stesso da sempre contrario alla riapertura dell’ impianto di discarica gestito da Formica Ambiente)  che, anche parallelamente ai rilievi evidenziati dall’ Arpa, chiese la chiusura della discarica allora gestita dalla ditta  Nubile.

Un danno ambientale che non riguarda solo la falda della discarica di Autigno, zona con villette abitate da chi, tra l’ altro, ha anche subito danni alla salute e alla propria vita.  In tutti questi anni, oltre a due Commissari prefettizi,  si sono succedute  amministrazioni comunali incapaci di risolvere, insieme alla Regione Puglia, una vera e propria  “bomba ad orologeria”.

Il Comune di Brindisi ha deciso di partecipare al bando della Regione Puglia per la bonifica e messa in sicurezza dell’ impianto di Autigno, ma dovra’  rendersi conto pienamente di una realta’ estremamente delicata e complessa e, soprattutto, delle prese di posizione dei residenti e comitati. I rifiuti continuano a produrre percolato altamente inquinante, sino ad insinuarsi fino al mare, attraverso il terreno. In poche parole….. un inquinamento e contaminazione in tutte le zone a valle del   “triangolo” delle contrade che  gridano rabbia e vendetta.

Ufficialmente, il Comune di Brindisi ha deciso di ottemperare  all’ emergenza  “partecipando  ad un bando regionale e ad un progetto di vasca mento idraulico a valle della discarica”.  In definitiva, il  Comune di Brindisi, come previsto, punta al dissequestro e alla riapertura della discarica, soluzione ritenuta la piu’ giusta, visto la mancanza di altri impianti sul territorio.

Ma il Comune di Brindisi se ne accorge ora della grave situazione ambientale nelle contrade  Autigno, Formica, Mascava ?   E’ un quadro drammatico e desolante  gia’ denunciato da tempo da diverse interrogazioni  parlamentari ed anche a conoscenza della Commissione nazionale Ecomafie presieduta da Alessandro Bratti.

Per una contaminazione inevitabile a largo raggio, c’è  purtroppo anche la possibilita’ di coinvolgimento dell’ oasi di Torre Guaceto.  Insomma, come dichiarato anche piu’ volte dallo stesso dirigente provinciale Epifani,  l’ inquinamento provocato dalla presenza delle discariche e’ vasto, considerando l’ambito territoriale. E’ scritto nelle documentazioni in possesso del Comune di Brindisi:  “Insiste una situazione di criticita’ della qualita’ delle acque sotterranee. Si impone l’ attivazione di ogni intervento finalizzato ad impedire o mitigare la migrazione di inquinanti in falda verso valle”.

Riepilogando, bonifica, messa in sicurezza,  per poi arrivare alla possibile riapertura dell’ ex discarica   comunale. Questi gli obiettivi dell’ attuale gestione commissariale brindisina che, in prospettiva, potrebbero  riversarsi sula futura amministrazione  politica.

Ma il Comitato Salute Ambiente e Territorio (nato appunto per denunciare le gravi problematiche sanitarie ed ambientali procurate dalla presenza delle discariche in una porzione di territorio  considerata di serie  B….), presieduto da Maurizio Tamborino, non ci sta.   “Non voglio  far polemica con il Comune di Brindisi e neanche con la Regione Puglia, ma qui si continua a scherzare con il fuoco – ha  dichiarato Maurizio Tamborino. Si continua a non aver rispetto  per una porzione del territorio  brindisino gia’ danneggiata in tutti questi anni sotto il profilo ambientale.  Ma, anche e soprattutto, per noi abitanti che  abbiamo scelto di viverci, non immaginando certamente le gravi conseguenze  procurate dalla presenza di discariche  legalizzate e non.  O  gli abitanti o le discariche, questo e’ evidente, in una situazione  che ha precise responsabilita’.  L’ inquinamento procurato ha riguardato anche  gravi problemi di salute,  non piu’ accettabile per cittadini che esigono attenzione e rispetto. Il  Comitato esprime  la massima contrarieta’ ad ogni possibilita’ di riapertura della Discarica di Autigno”.

Come si puo’ notare, tanta rabbia e determinazione nelle parole di Tamborino, che da anni  e’ protagonista di battaglie e istanze in campo ambientale e vittima, vogliamo ricordarlo, di un attentato incendiario alla propria abitazione, proprio in contrada  Autigno.

Il  Comitato conferma di voler continuare la propria lotta ed esprime dubbi e delusione.  “Nel caso in cui  venisse confermata la riapertura della discarica di Autigno,  non escludiamo azioni di natura giudiziaria. E non ci  convince  il discorso della bonifica, e poi  basterebbero i soldi annunciati e previsti?  In tutti questi anni, il sottoscritto, insieme al Comitato e ad altri movimenti e realta’, ha portato avanti una battaglia legittima e sacrosanta, denunciando anche agli organi competenti uno stato di cose non piu’ accettabile. Il  Comitato Salute  Ambiente e Territorio  si  e’ costituito parte civile nei procedimenti giudiziari che riguardano la vicenda  Autigno.  Ma, dispiace dirlo,  ci siamo scontrati con un  muro,  di indifferenza e diffidenza. Siamo  in attesa di un incontro richiesto al  Commissario  Giuffre’  e confidiamo nel suo sostegno  e attenzione. Gli abitanti saranno destinati  a lasciare  queste  contrade, chi ci risarcira’  per un danno ambientale gia’ perpetrato e non solo dalla  discarica di Autigno?  “.

Rabbia  e dubbi legittimi.  A fugare tutto dovranno essere le istituzioni e, permetteteci,  una politica presente e futura,  che possa interessarsi anche  di una porzione di territorio che va assolutamente  rispettata.

Articolo di Ferdinando Cocciolo.    
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