martedì 8 agosto 2017

La vicenda della discarica di Autigno, tra devastazione ambientale e gravi problematiche occupazionali......

La vicenda della discarica di Autigno, tra devastazione ambientale e gravi problematiche occupazionali. E gli abitanti e il Comitato Salute Ambiente  Territorio insistono:  “Mai piu’ discariche in questa zona“.

Vi sono, nel territorio brindisino, esempi di come non si sia mai risolto  “l’eterno connubio”  Ambiente -  Lavoro, in termini di progettualita’, proposte concrete, sinergie istituzionali da rapportare anche con le comunita’. Sicuramente, come scritto piu’ volte (e qualcuno, intelligentemente, non si offenda), la politica, locale e regionale, ha le sue responsabilita’.

E’ il caso, spinosissimo, oramai senza soluzione di continuita’, della zona costituita dalle Contrade Autigno, Formica, Mascava, Serranova (tra  Brindisi e San Vito dei Normanni), dove, da una parte, continua ad operare la Discarica Formica  Ambiente, dall’ altra  rimane sequestrata quella  comunale di Autigno (protagonista  di diversi procedimenti penali e giudiziari, con l’ inquinamento acclarato della falda e dell’ area circostante  e un suo amministratore, Screti, processato).

Ma  la discarica di Autigno, sembra essere piu’ viva che mai, tra stranezze, paradossi, vicende che si intrecciano tra inquinamento ambientale, affari e tangenti, risvolti sul piano occupazionale che lavoratori e famiglie stanno pagando duramente.

Questa mattina, il Sindacato Cobas ha  tenuto una conferenza stampa, proprio nei pressi dell’ impianto comunale sequestrato, sulla vicenda dei due lavorator, gia’ da diverso tempo in mezzo ad una strada  e senza stipendio, che  prestavano servizio presso l’ impianto di recupero gas ed energia elettrica (dunque, per conto della discarica gestita dalla ditta Nubile). Una brutta vicenda, una delle tante a Brindisi, che vede  colpevole un sistema, come detto prima, incapace  di miscelare le giuste componenti economiche, ambientali, occupazionali.  E quando il “senso e bramosita’ dell’ affare” va a sovrastare ogni regola  e senso ambientale e civico,  vuol dire che la strada e’ ancora lunga, per poter restituire serenita’ e fiducia  alle comunita’.

Bobo  Aprile  spiega  i contenuti  e le motivazioni dell’ iniziativa in una nota stampa:  “Il Sindacato Cobas ha svolto il sit-in presso la discarica di Autigno per i 2 lavoratori licenziati dalle imprese che recuperavano il gas e producevano energia elettrica. Il Sindacato Cobas ha messo al centro della sua protesta la necessità di una necessaria bonifica della discarica, stante il gravissimo inquinamento ambientale del sottosuolo che certamente si è allargato dopo il sequestro della discarica. L’inizio della bonifica dell’impianto  favorirebbe di fatto la soluzione per evitare i 2 licenziamenti .

A tal proposito abbiamo ricevuto questa mattina la telefonata dei proprietari delle 2 aziende, Elettrogas e Geoambiente, che continuano a rivendicare la necessità di una seria bonifica del percolato presente nel sottosuolo per riprendere le attività. La cosa che  abbiamo chiesto ai proprietari delle aziende è quello di riprendere il dialogo, interrotto nelle settimane scorse in malo modo con la passata Amministrazione Comunale, con la gestione commissariale del comune di Brindisi al fine di costruire possibili soluzioni condivise. Ci siamo recati successivamente al Comune di Brindisi dove ci ha ricevuto la sub commissaria D'Anzì, che in relazione a questa vertenza ha sostenuto che nei prossimi giorni ci sarà una riunione con rappresentanti della Regione Puglia relativa  alla bonifica della discarica, previo accordo con la magistratura che si era dichiarata disponibile ad un dissequestro nel corso di incontri precedenti.

La Regione Puglia nonostante abbia deciso mesi fa di prendere in mano la gestione delle discariche  non ha fatto ancora assolutamente nulla. Nonostante gli impegni presi dalla regione Puglia con i lavoratori ex Nubile, impegnati precedentemente nella discarica stessa, che dovevano essere ricollocati nei lavori di bonifica. I lavoratori ex Nubile sono quasi alla fine del periodo di trattamento di mobilità.

Il Cobas chiede fortemente la bonifica della discarica e la ripresa della attività di  recupero gas con la piccola ma significativa produzione di energia elettrica, che negli anni passati aveva portato nelle casse del comune di Brindisi alcune centinaia di migliaia di euro. I danni come al solto sono sempre per lavoratori e cittadini”.

Insomma, posizione chiara (del resto, gia’ nota)  quella dei Cobas sulla vicenda dei lavoratori e della discarica di Autigno, con anche un atto di accusa nei riguardi della Regione Puglia.  Lo stesso Bobo Aprile che negli  anni scorsi, insieme  al movimento  Brindisi Bene Comune  e Comitati e movimenti, attraverso manifestazioni  e sit- in, ha portato avanti la battaglia   per la devastazione ambientale subita  da  una zona che  e’ stata sempre   considerata “di serie  B”.

Conviene ribadirlo.  Un parallelismo, quasi “imbarazzante”, dannoso, tra  le problematiche ambientali  e quelle occupazionali: da una parte, lavoratori  che improvvisamente si ritrovano disperati e senza prospettive, dall’ altra, anche e soprattutto, famiglie e cittadini stanchi di subire danni alla propria salute e all’ ambiente  e alle zone circostanti.

Non se ne parla molto, ma, a causa della presenza  di due discariche (per non  parlare poi di cave e discariche abusive) a poca distanza l’una dall’ altra, vi sono persone che continuano a soffrire di gravi patologie. Una battaglia  del Comitato Salute Ambiente e Territorio, di cui  e’ Presidente Maurizio Tamborrino. 

La posizione del Comitato  e degli abitanti di  Autigno, Formica, Mascava  e’  chiarissima:   “Non vogliamo piu’ discariche nella nostra zona, basta, abbiamo gia’ pagato “.

Articolo  di Ferdinando Cocciolo . 
 
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