mercoledì 2 agosto 2017

Brindisi non ha bisogno di un’ altra vertenza, si risolva immediatamente la questione del Centro di Aggregazione giovanile al quartiere Paradiso e dei lavoratori.

Brindisi non  ha bisogno di un’ altra vertenza, si risolva immediatamente la questione del  Centro di Aggregazione giovanile al quartiere Paradiso e dei lavoratori.

Brindisi, ormai  una consuetudine, se si parla di tagli a posti di lavoro, strutture  e attivita’.  Ogni giorno, sembra un combattimento, tra vertenze, proteste, riunioni, il cercare di prevenire situazioni definitive che possono danneggiare il futuro di lavoratori e famiglie.

E al centro, purtroppo ma inevitabilmente, il ruolo delle istituzioni e di normative, nazionali e regionali, messe  in discussione.  Di vertenze brindisine potremmo farne un “succoso” elenco, avendo denunciato e discusso anche sulle pagine del nostro giornale on line.

A maggior ragione, sperando  in una soluzione, ad esempio, delle vicende legate alle Partecipate Santa Teresa e Multiservizi, agli appalti e sub appalti nella zona industriale brindisina e al settore rifiuti, esigiamo  che si prevengano altre situazioni in bilico.  Nelle scorse ore, un altro  grido di allarme, per certi versi prevedibile, lanciato  dal movimento  Brindisi Bene Comune: la  sospensione da parte dell’ Ambito  Territoriale 1 Brindisi – San   Vito dei Normanni dei servizi del Centro di  Aggregazione Giovanile sito al quartiere  Paradiso.

Una bella realta’ fatta di giovani, risorse umane che si impegnano quotidianamente, progettualita’, sinergie con la comunita’ e il territorio. Proprio due giorni fa, e’ scaduto il mandato di un anno con affidamento del servizio alle Cooperative Sociali Amani e Solidarietà e Rinnovamento. Nella sua nota stampa, spiega  Brindisi Bene Comune:  “Espletata la gara tramite piattaforma ME.P.A. i cui termini sono scaduti lo scorso 27 luglio, con un capitolato che prevede un anno di mandato, non è ancora al momento pervenuta da parte dell’Ambito Territoriale 1 Brindisi - San Vito alcuna comunicazione ufficiale. Il servizio per tanto risulta sospeso in attesa di conoscere l’esito della gara, generando disagio a utenti, lavoratori e cooperative.  Brindisi Bene comune chiede al Commissario e alle autorità competenti di fare chiarezza e di sollecitare il ripristino del servizio che rappresenta ormai per il quartiere Paradiso in particolare, ma in generale per la città di Brindisi, un fondamentale presidio di legalità e di promozione di buone pratiche. Oltre al blocco delle attività la sospensione comporta l’impossibilità di proseguire con le meritorie attività del Centro e gravi ritardi sulla programmazione delle attività prossime future a discapito innanzitutto dei tanti utenti che ne usufruiscono e dei lavoratori che per il momento sono sospesi da lavoro e retribuzione da oggi fino a una data per il momento indefinita”.

Un appello e una denuncia ampiamente condivisibili. Senza polemica, non sono accettabili rinunce e tagli , riguardanti anche e soprattutto i servizi sociali, attivita’ e servizi che coinvolgono direttamente  i bisognosi  e le famiglie. Il Cag  (Centro di  Aggregazione Giovanile) e’ ormai diventato  un significativo punto di riferimento per i residenti del quartiere  Paradiso e  la comunita’ brindisina, alla ricerca, soprattutto nei momenti difficili, di sicurezze, voglia di fare e vivere, orgoglio e trasparenza.

Le iniziative  del Centro non possono essere improvvisamente  “buttate a mare”, per  un sistema di  razionalizzazione e tagli che non piace piu’ a nessuno.  Intervenga  immediatamente  l’ attuale Commissario Prefettizio brindisino  Santi  Giuffre’, lo faccia  per tutte quelle famiglie che nel  CAG  hanno sempre trovato, tra l’ altro, un luogo  dove discutere e confrontarsi. Una struttura che da’ posti di lavoro, competenze, professionalita’.

“Brindisi Bene Comune conduce da anni, tra le altre, una campagna in favore di maggiore trasparenza, confronto con le istituzioni e partecipazione al processo decisionale, per cui reputa inaccettabile che l’ente pubblico non comunichi le proprie decisioni alle parti in causa, creando oltre al disagio, un senso di frustrazione nei cittadini e nei lavoratori impegnati nei servizi, causato dalla percezione di una lontananza con le istituzioni che dovrebbero garantire il benessere della comunità e dalla sensazione di essere abbandonati a se stessi”.  Parole, quelle  di Brindisi Bene Comune, che dovrebbero far riflettere.

 
Articolo di Ferdinando  Cocciolo.   
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