venerdì 7 luglio 2017

Lettera aperta di una donna disabile brindisina a Michele Emiliano e al Commissario Santi Giuffre'

Lettera aperta di una donna disabile brindisina, Elena Di Giulio, al Commissario Prefettizio Santi Giuffre’ e al  Presidente della Regione Puglia Michele  Emiliano. Un significativo grido di aiuto e allarme. 

Sig. Governatore  Emiliano, legga  e dia una risposta, dimostri di essere una persona sensibile, grazie”.

Un grande e significativo  “grido di aiuto e allarme”  che sta a dimostrare, se ancora ce ne fosse bisogno, come e quanto soprattutto le istituzioni debbano prestare la massima attenzione verso le gravi problematiche quotidiane affrontate da chi soffre, dai disabili. Una lettera aperta di una donna brindisina, Elena  Di Giulio, al Presidente della  Regione Puglia Michele Emiliano e all’ attuale Commissario al Comune Santi Giuffre’. Una vicenda che il nostro giornale segue da diverso tempo, uno stato d’animo ampiamente condiviso, ora con questa lettera che si spera abbia validi riscontri e dovrebbe far riflettere tutti.

La pubblichiamo integralmente:  

“Mi chiamo Elena Di Giulio, sono una disabile grave in carrozzina, abito, purtroppo, a Brindisi dove sono tornata dopo essere cresciuta e vissuta a Roma e Firenze per potermi curare e studiare. All’epoca, parlo del 1952 anno in cui sono nata, a Brindisi non esisteva nulla per curarci e questo continua, nonostante, ci troviamo nel 2017”.  

La signora Elena continua, mettendo a paragone due diverse realta’, con considerazioni frutto delle proprie esperienze personali, che naturalmente possono essere condivisibili o meno:  

“ho vissuto molto nel Centro Nord ed ho potuto verificare che, verso i disabili, c’è piu’ attenzione per permettergli di condurre una vita normale. Nel Nord hanno la possibilita’  di avere le case adeguate ai loro problemi, fare sport,  biodanza in carrozzina, servizi gratuiti da parte del proprio comune, possono ricoverarsi dove fanno terapia per i poliomielitici, dato che esiste la sindrome post- polio cioe’  il peggioramento, se non addirittura il ritorno  all’ origine di quando il virus ha colpito. Io fui il caso piu’ grave a Brindisi e ora, con l’eta’, mi ritrovo sulla carrozzina come i primi tempi. Mi viene praticamente vietato di farmi curare presso l’Istituto Don Carlo Gnocchi, specifico per i polio, perche’ la Regione Puglia dice  che mi posso curare qui. Ora chiedo a lei, Presidente Emiliano, se puo’ affermare che esistono questi centri, lei ha verificato di persona?  Se avesse un caso in famiglia, continuerebbe  a vietare i ricoveri presso centri altamente qualificati o andrebbe nei normali ambulatori dove curano solo le patologie della vecchiaia e non ne capiscono nulla di Polio, Sla, Distrofia  e altre malattie degenerative che non devo, certamente, nominarle io ?. 

Nel Centro Nord usufruiscono del “Progetto Vita Indipendente” che permette al malato di avere un’ assistente personale che segue in tutto il disabile che desidera, per diritto umano, vivere. Con questo progetto il disabile puo’ uscire, frequentare sport, andare all’Universita’,  viaggiare ed altro, come ogni essere normodotato fa. Ma per la Puglia, dicono, non ci sono  soldi e messo il limite di eta’ a 65 anni, che barzelletta…….  Faccio una domanda, a 65 anni tutti miracolati dal Signore o dalla Madonna e tutti i santi?  
Molte  Regioni del Centro Nord hanno abolito il limite di eta’ in seguito a vari ricorsi e denunce da parte di chi si e’ visto togliere la possibilita’ di vivere.  Le ricordo che l’uomo  non ha il potere di decidere chi deve morire o vivere”.

Elena Di Giulio da diverso tempo chiede aiuto alle istituzioni e all’amministrazione comunale:  “ho fatto domanda per avere una casa agibile per disabili e hanno risposto che non mi spetta, per cui vivo in un condominio al quarto piano con ascensore, dove la carrozzina non entra se non mi aiuta qualcuno, altrimenti sono prigioniera in casa. Brindisi non e’ a norma su nulla, ci sono barriere che impediscono ad una carrozzina di accedere.  Poi ci sono i brindisini che con la loro ignoranza non permettono di parcheggiare nei posti dei disabili e sono prevenuti nei confronti del malato, senza sapere che stiamo tutti sotto un cielo. Non esiste la cultura del rispetto verso il prossimo, pero’ fa comodo possedere molti contrassegni falsi per muoversi come un vero disabile. Questi sono primati del Sud. 

Qui  nella Puglia, si viene meno, compresa l’ inosservanza, alla legge 41 del 1986 che obbliga i comuni ad eliminare le barriere architettoniche; nessun comune risponde  alle varie manifestazioni o richieste o petizioni fatte dai disabili.  A questo si aggiunge, anche,  la violazione  della legge  67 /2006 sulla tutela giuridica delle persone con disabilita’ vittime di discriminazioni, che quindi  portano ai soggetti svantaggi per cui poter ricorrere al  Magistrato per chiedere la cessazione dell’ atto discriminatorio la cui inosservanza fa scattare il procedimento penale di cui all’ art. 388, primo comma. Questo perche’ la presenza di barriere architettoniche  determina discriminazione dei soggetti svantaggiati  notoriamente”.

La parte  finale della lettera (come detto, rivolta anche al Commissario  Giuffre’) rappresenta un vero e proprio appello diretto al Presidente Michele  Emiliano: 

“il motivo  che mi ha spinto a scrivere queste righe e’ che  sono stanca  di lottare contro  i mulini a vento, stanca di sentire promesse solo  durante periodo di votazione, stanca di essere una disabile  che non “vive” come quelli del Nord perche’ esiste la legge  104/92 e che vale per tutti, stanca di questo sistema politico. Mi e’ stato tolto molto dalla vita, ma ancora di piu’ da chi poteva far valere la legge e non lo ha fatto, ma se non si prova  sulla propria pelle, non si puo’ capire. Spero che la ruota della vita giri come deve fare.  

Sig. Governatore  Emiliano, mi legga  e mi dia una risposta, dimostri di essere una persona sensibile, grazie”.

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