martedì 30 maggio 2017

Ostuni. Espressioni d'arte presenta mostra del percorso strorico della scenografia del collettivo di scenografia di Bologna

L’Associazione non profit Espressioni d’Arte, nel quadro delle iniziative atte a promuovere la Cultura nel Comune di Ostuni, realizzerà un’esposizione di opere pittoriche e disegni nei locali del Palazzo Tanzarella dal 4 al 11 giugno c.a.  

L'Associazione Espressioni d’Arte è promotrice del ricongiungimento di un gruppo di scenografi che ha segnato la storia della scenografia italiana. Il gruppo si chiamava “Il Collettivo di Scenografia” e gli artisti - scenografi che ne facevano parte Enrico Manelli, Enrico Mulazzani, Leonardo Scarpa, Gabriella Pallucco, Giancarlo Basili, Augusta Ticchiati, Elio Celone e Valeria Vacchi. Il gruppo, operativo a Bologna dal 1968 al 1975, puntava ad una proposizione scenografica creativa ed innovativa nel solco della neo-avanguardia. Un’esperienza, la loro, importante e proficua in particolare per la varietà delle realizzazioni che andavano dalla tradizionale pittura scenica, alla decorazione, all’attrezzeria teatrale.

Oggi a distanza di tanti anni si ricongiungono per una mostra unica ed esclusiva per sigillare la loro vecchia amicizia. Hanno scelto la nostra Ostuni perché la dott.ssa Valeria Vacchi, è una importante presenza attiva nella Associazione “Espressioni d’Arte” che sarà testimonial del loro incontro nella sua unicità.

L'inaugurazione avverrà alle 19,00 ma dalle 17,00 ci saranno incontri tra gli ospiti e la stampa. Ci sarà Flavio cellie e Lillo Zaccaria che intervisteranno gli scenografi, il Fotografo Mario Lops che curerà le riprese video, i fotografi Silvana Santi e Bangrazi Antonio per il reportage. Saranno consegnate le targhe di rappresentanza del comune. Infine la serata inaugurale sarà arricchita dalla partecipazione dei noti artisti musicisti Bruno Cabassi e Davide Saccomanno che eseguiranno musica Live d'improvvisazione.

Qualche parola di presentazione per ognuno di loro:

Enrico Mannelli
Enrico Manelli è diplomato in Scenografia presso l’Accademia di Bologna, dove insegna la stessa disciplina ininterrottamente dal 1968 al 2008. Come scenografo e pittore svolge attività espositiva dal 1966, ideando e realizzando allestimenti teatrali ed espositivi in Italia e all’estero, per teatri stabili, Enti Lirici, gruppi sperimentali, Pinacoteche Nazionali, industrie ceramiche, firma scenografie per il cinema e trasmissioni televisive per RAI2 e RAI3. Consegue numerosi riconoscimenti e premi nelle varie discipline. Collabora e progetta spettacoli con molti gruppi teatrali e con le formazioni sperimentali dell’Università di Bologna in seno all’Istituto di studi musicali e teatrali, fonda numerosi collettivi di studenti del corso, realizzando con loro numerosi allestimenti scenografici ed espositivi, esperienze che lo portano a fondare la cattedra di Scenografia del Melodramma a Cesena in collaborazione col Conservatorio B. Maderna e il teatro Bonci.

Enrico Mulazzani
Enrico Mulazzani è nato a Sogliano al Rubicone, Forlì. Dopo la maturità artistica nel 1971 ha conseguito il diploma in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Ha fatto parte del laboratorio di scenografia presso il Teatro Comunale di Bologna collaborando alla messa in scena di diverse opere liriche. Fra gli altri allestimenti, nel 1975 ha firmato la scenografia e i costumi della Scala di seta di G. Rossini, regia di Roberto Guicciardini. Dal 1976 ad oggi ha collaborato con molti scenografi tra i quali Pietro Zuffi, Enrico Job, l’architetto Paolo Portoghesi, Cesarini da Senigallia, per allestimenti scenografici in spettacoli teatrali e televisivi su reti nazionali in Italia e all’estero. È titolare dal 1991 di una Cattedra di Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Dal 2010 è Direttore della Scuola di Scenografia.

Leonardo Scarpa
Si è diplomato all'Istituto d'Arte e Accademia di Belle Arti - sezione Scenografia - di Bologna. Ha svolto attività di aiuto-scenografo per alcuni anni presso il Teatro Comunale di Bologna e nel 1979 ha aperto il Laboratorio di Scenografia tutt'ora in attività. Per il teatro di prosa ha progettato e realizzato numerosi allestimenti fra cui: Don Giovanni di Moliere; Giardini d'autunno di Raznocich; Ibsen di Borkman; Urfaust di Gohete; Improvvisamente l'estate scorsa di T. Williams; Uccellacci ed uccellini di Pasolini; Il mio peggior nemico di Veronica; L'armata a cavallo di Ovadia, etc. Ha curato la scenografia di molti film fra cui: Gli occhi e la bocca, di M. Bellocchio, Mostra di Venezia 1982; Una gita scolastica, di P. Avati, Mostra di Venezia 1983; Enrico IV, di M. Bellocchio, Festival di Cannes 1984; Il prete bello, di C. Mazzacurati, Mostra di Venezia 1989; Il Toro, di C. Mazzacurati, Mostra di Venezia 1994, Leone d'Argento; Vesna va veloce, di C. Mazzacurati, Mostra di Venezia 1996; L'estate di Davide, di C. Mazzacurati; E allora mambo, di Lucio Pellegrini; La lingua del santo, di C. Mazzacurati, Mostra di Venezia 2000; Da zero a dieci , di L. Ligabue, etc Ha curato scenografie per spot pubblicitari e per video musicali (Lucio Dalla, Luca Carboni, Ron, Francesco Baccini, Litfiba/Pelu) con i registi: D. Luchetti , D. Piana, Paolo Pratesi, A. Lo giudice, Nanni Loy, A. Dalatri, A. Cappelletti, R. Milani , ecc.

Giancarlo Basili
Giancarlo Basili nasce a Montefiore dell'Aso (Ascoli Piceno) nel 1952. Frequenta l'Istituto Statale d'Arte U. ziotti di Fermo, poi il corso di scenografia dell‘Accademia delle Belle Arti di Bologna. Dal 1972 inizia a lavorare come aiuto scenografo presso il Teatro comunale di Bologna, partecipando alla realizzazione di numerose opere liriche e teatrali, finché nel 1979 crea le scene per il balletto di Rudolf Nureyev “Miss Jolie” per il Teatro Nancy in Francia. Dal 1982 al 1988 collabora con il regista e scenografo Pier Luigi Pizzi. Nel 1985 gli viene affidata la direzione tecnico-scenografica del Teatro Festival di Parma. Nel 1986 lavora per il Centro Teatrale Bresciano. Nel 1998 diventa direttore degli allestimenti scenici del Teatro comunale di Bologna. Progetta le scenografie per numerosi videoclip musicali con Lucio Dalla, Vasco Rossi, Luca Carboni, Jovanotti, Ron, Francesco Baccini. Nel 2010 progetta l'allestimento per il padiglione italiano per l'Expo 2010 di Shanghai. Affidato a lui anche l'allestimento del padiglione Zero di Expo 2015, a Milano dal 1º maggio al 31 ottobre. Giancarlo Basili ha collaborato in molti film con il collega scenografo Leonardo Scarpa. Nel 1997 si aggiudica il primo Ciak D’Oro per la miglior scenografia del film Nirvana di Gabriele Salvatores, poi nel 2001 Luce dei miei occhi di Giuseppe Piccioni, nel 2002 Paz! di Renato De Maria e ancora nel 2008 Sanguepazzo di Marco Tullio Giordana. Nel 2006 riceve la nomination al Premio David di Donatello per il film Il caimano di Nanni Moretti. Nel 2007 la nomination al Nastro d'argento, sempre per Il caimano. Nel 2010 invece è premiato al Nastro d'argento alla migliore scenografia per il film L'uomo che verrà. Nel 2014 riceve il premio Dante Ferretti come miglior scenografo per il film L'intrepido, e sempre nel 2014 è ancora candidato al Premio David di Donatello per il film Anni felici di Daniele Luchetti. A livello internazionale, ha allestito le scenografie del film Copia conforme (2010), per la regia di Abbas Kiarostami. In alcuni dei film dove ha curato la scenografia, compare anche in piccolissime parti di pochi secondi come in Sud, Paz! e Il caimano.

Elio Celone
Nato a Torre Annunziata, i è diplomato in arti grafiche nel 1965 presso l'Istituto d'Arte di Napoli e in scenografia nel 1971 presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna. Presso il Liceo Artistico di questa città oggi svolge attività didattica. Numerose le collaborazioni artistiche che lo hanno impegnato con il Teatro Comunale di Bologna, con il Teatro Stabile di Bolzano; con il teatro alla Ringhiera di Roma; con il Circo Tenda di Roma. Con l'Ente Manifestazioni Artistiche di Bologna ha realizzato la Mostra "Tra Rivolta e Rivoluzione", curando la sezione Teatro. Ha disegnato i costumi per il cinema dove è stato pure costumista ed aiuto scenografo. I suoi dipinti sono in numerose collezioni private, di enti pubblici ed Istituti di credito. Ha allestito numerose Mostre, tra le quali, nel 1981 "Il Casanova di Fellini".
Gabriella Pallucco, ha lavorato per il Festival dei due mondi di Spoleto e al teatro comunale di Bologna.

Augusta Ticchiati  
ha espletato la sua attività al teatro comunale di Bologna ed ha insegnato per tantissimi anni Copia dal vero.     
                                                 
Valeria Vacchi 
ha lavorato per il teatro comunale di Bologna come scenografa e costumista e successivamente Art Director della Tecno Studi di Bologna.

Gabriella Pallucco
ha lavorato per il Festival dei due mondi di Spoleto e al teatro comunale di Bologna.
 


Collettivo permanente di scenografia ( ‘69 – ‘73 )
                                                           

Generando una “fuga in avanti” dal travaglio socio-politico sostenuto dalla cultura alternativa o la controcultura nel 68, il Collettivo Permanente di scenografia mette in comune - in mostra - lo spirito ribelle di una schiera di allievi, (oggi Docenti, artisti visivi e scenografi di primo livello), “reazionari”e “dissidenti” alle didattiche conservatrici dell’Accademia di Bologna.  Condiviso in un unico percorso il lavoro collettivo, intrapreso con eroismo per combattere il “già fatto e il già visto”, che si intende il metodo in uso, restituisce oggi l’influenza sui pensieri nuovi e complessi di certi sistemi linguistici legati alla scenografia innovativa, poetica-visuale-sonora.  

Trattandosi di artisti e scenografi impegnati a svelare un percorso a ritroso che è come dire socio-politico nella relazione con la contestazione studentesca, l’evento espositivo strumento di documentazione sugli aspetti peculiari dei linguaggi dell’arte e della scenografia, che si lega al gesto utopico e a ciò che inizialmente veniva inteso come “arte messaggera di libertà”, inedita lettura di quella libera espressione collettiva, riunisce in sé la ricostruzione in scala di opere scenografiche: prodotte con sarcasmo e distacco dai vecchi modi di intendere e fruire l’arte scenica. Basato sulla salvaguardia dei principi della scenotecnica e sulle esperienze della fatidica “autogestione”, intravista nella fase storica della lotta studentesca, il progetto espositivo pensato per favorire la conoscenza e la diffusione dello spirito anticonformista e antiistituzionale quanto della dinamica azione “militante” dei protagonisti smitizzatori e demistificatori, come la vita che non si ripete fornisce al pubblico una chiave di lettura sull’unicità degli avvenimenti storici, appunto, non ripetibili.   

Perciò, il Collettivo Permanente, tra attivisti e artisti che nel tempo hanno prodotto testi, documentazione e più ancora una selettiva catalogazione di progetti originali, bozzetti plastici e  fotoscene definite allora “corpo del reato”, tra i suoni dal vivo di Bruno Cabassi, un “sessantottino” musicista bolognese che ha vissuto le stesse esaltanti esperienze, ci porta a rivivere lo spirito e l’essenza di quel fervido “clima” che, negli anni ‘60 e ‘70 ha prodotto, rivisitati nella pratica contemporanea, una geografia di linguaggi che affermano la necessità di recuperare, di fronte al relativismo Postmoderno, la massima libertà e creatività.          

 Dino Del Vecchio
 
L’Estate ostunese aggiunge un appuntamento artistico al calendario di eventi.  La rassegna d’arte dal ...

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