mercoledì 17 maggio 2017

“African Fashion Gate” approda a Brindisi

African Fashion Gate” approda a Brindisi, città scelta dall’organizzazione internazionale, nata in funzione di “ponte” per la moda afro-europea, in chiave etica per favorire la contaminazione tra culture e promuovere la pace: artefice della liason è la brindisina Loredana Mevoli, produttrice cinematografica, di recente nominata responsabile del Polo Accademico “La moda veste la Pace”.

African Fashion Gate nasce nel 2013, diventa realtà associativa nel 2015, per sostenere  un programma di sviluppo sociale e culturale ideato da Nicola Paparusso, dall'imprenditore  libanese Alex Kfoury Rabih e dal consigliere speciale del Presidente della Repubblica del Senegal, Aziz Mbaye. Ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Cultura e della Comunicazione del Senegal e meritato l'inserimento nel registro della trasparenza dell'Unione Europea. 

“L’obiettivo è favorire lo sviluppo sociale e culturale dell’Africa attraverso la moda e l’arte”, spiega Paparusso, al vertice dell’organizzazione. E’ nato e cresciuto a Lecce, poi si è trasferito a Roma e Napoli per lavoro. Ma è nella sua terra che voleva tornare. E lo sta facendo organizzando il battesimo della nuova iniziativa firmata “Afg”: “Siamo impegnati sul fronte internazionale per favorire un processo osmotico sul valore del patrimonio culturale africano con quello del resto del mondo. Ogni passerella su cui sfilano le creazioni, le modelle e i modelli nel mondo, sono un ponte simbolico per promuovere il dialogo interculturale e la contaminazione tra i vari linguaggi artistici”

Il cuore pulsante dell’organizzazione è a Dakar, capitale del Senegal, diverse sono le sedi aperte di recente: Roma, Milano, Napoli, Parigi, Tunisi e Stati Uniti d’America. Con Brindisi il mosaico si arricchisce di una tessera in grado di far parlare il Salento e la Puglia, mete scelte per il lancio di una serie di iniziative ed eventi in scia con quelli che hanno emozionato l’Europa, come hanno raccontato le cronache delle testate giornalistiche italiane e internazionali  e magazine del settore Vogue Italia, in testa.

“Siamo pronti a spostare qui nel Salento il baricentro del fashion system”, dice Paparusso. “Quel che vogliamo realizzare è una  cittadella dello studente della Moda e del Design Made in Italy. Evento non solo probabile ma possibile e fattibile che ha come obiettivo l’apertura di nuove frontiere della moda rendendola più etica e indirizzandola verso il Continente Nero. 

“La scelta del Salento  per questo sconvolgimento  geografico della Moda  nasce da un invito di Loredana Mevoli e dal desiderio di fermare l’emorragia dei talenti meridionali verso il Nord dove sono situate le realtà formative del settore con un conseguente aggravio economico per le tasche  della famiglia dello studente”, sottolinea Paparusso. 

Con l’arrivo a Brindisi African Fashion Gate punta a una maggiore internazionalizzazione  del Made in Sud, quindi a un miglioramento dei livelli occupazionali e alla celebrazione del fashion nell’ambito  di eventi da svolgersi in una struttura che viene annunciata come innovativa  e tecnologica. “Per questo ho inviato il presidente di African Fashion Gate Italia, Davide Matarese, a mettere al primo posto delle iniziative italiane questa della creazione del Polo Accademico, così da creare una Milano del Meridione e rendere possibili percorsi di studi con lauree magistrali”, aggiunge Paparusso. 

“Non è una guerra alla capitale della Moda italiana, si tratta di dare il giusto riconoscimento a un settore che da sempre è originato in tutte le sue forme da talenti meridionali che quasi sempre hanno con la loro creatività donato lustro a tanti brands famosi”, tiene a sottolineare Mevoli in questi giorni impegnata in una serie di incontri sul territorio per imbastire collaborazioni immediate. “Ci piacerebbe incontrare chi già opera nel mondo della moda e chi intende diventare un professionista del settore”.

African Fashion Gate, intanto è al lavoro su “La Moda Veste la Pace”, il titolo del congresso mondiale delle Donne della Moda e del Design, ed è anche espressione di una serie di appuntamenti annuali che comprendono la sfilata alle Arti Decorative nel Louvre di Parigi, il defilé a Dakar e un evento itinerante in Italia. 
“Si tratta di un laboratorio etico permanente che ha come scopo l’acquisizione di testimonianze sul razzismo nel fashion e nello show system”, spiega Loredana Mevoli. “In tal modo African fashion gate collabora con l’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali”.

Il brand abbraccia, inoltre, Les cygnes noirs, un’agenzia etica di modelle e modelli neri concepita allo scopo di formare i giovani per le passerelle e curarne il management  ripartendo gli utili equamente tra coloro che non superano le selezioni. Sul sito www afrocanfashiongate org è possibile sfogliare la raccolta delle iniziative, con annesso album fotografico, realizzate dall’associazione e i progetti in cantiere. 
 
Venerdì 22 settembre alle ore 19.00 appuntamento presso il Parco Archeologico di Santa Maria di Agnano per una ...

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