venerdì 24 febbraio 2017

“Questa non e’ la mia citta”.

Brindisi, una citta’ che e’ stata anche capitale d’Italia, un porto da estasiare, un aeroporto nevralgico per viaggi e volume di partenze, gente che ha gia’ dimostrato di essere solidale con stranieri ed extracomunitari, risorse umane e culturali impagabili. Eppure, la nostra Brindisi sembra proprio  volersi far del male. 

Equilibri politici sempre in bilico, continua litigiosita’ tra maggioranza e opposizione, offese pubbliche senza soluzione di continuita’ e anche sui social network (dove, ad esempio, basta anche postare un articolo o link per scatenare un putiferio), problematiche mai risolte come quella dei rifiuti, ogni giorno rese dei conti personali. E si ha sempre piu’ l’ impressione che gruppi di potere continuino a fare quello che vogliono, gruppi e gruppettini chiusi nella loro avidita’ di potere e poltrona. Tutto questo  mentre c’è gente sempre piu’ in difficolta’, giovani allo sbando e senza prospettive di futuro, dipendenti delle Partecipate ancora in attesa di risposte concrete e esaurienti sul loro futuro. Una politica sempre litigiosa e in bilico,  con anche personaggi  “improvvisati” che non sanno neanche dove sia la coerenza e il rispetto per i propri elettori. 

Notizia di queste ultime ore (come  gia’riportato sulle pagine  del nostro giornale), le intimidazioni e minacce al notaio Michele Errico, una persona per bene, che, probabilmente, continua ad avere  “il dono” della parola  e analisi sulle varie e gravi problematiche che attanagliano la citta’. Errico, che ha notato qualcosa di strano nella vicenda  della discarica di Formica.

Sembra sempre piu’ una citta’  “arrabbiata”, che non riesce a scrollarsi di dosso quelle negativita’  del resto procurate in questi anni da scelte sbagliate, e, ripeto, gruppi di potere che continuano ad influenzare, dal mio punto di vista, disperati e campagne elettorali. Una citta’ dove, anche chi vi parla ha avuto danni incalcolabili, ma sapendo reagire sinora con grande forza di volonta’, determinazione, un amore infinito per la professione di giornalista ( libero da ogni condizionamento).

Una citta’ dove  certi personaggi, una certa politica, vogliono prendersi (attraverso la stampa e i legittimi comunicati stampa) solo meriti, senza avere l’ umilta’ e il coraggio, in alcuni casi, di ammettere errori, sottovalutazioni, scelte sbagliate.  A chi dovrebbero rivolgersi, ad esempio, diversamente abili che non hanno spazi e ambienti dove  sfogare il proprio intelletto e voglia di vivere?. Vi sono varie associazioni encomiabili per il loro impegno, ma ancora non basta. La gente ha paura per la propria sicurezza, ed e’ anche facile e scontato prendersela sempre con gli extracomunitari.

Il  lavoro, una piaga sociale, e, permettetemi, si ha ancora l’ impressione che esistano  lavoratori di serie A e serie B. Proprio in queste ore, dinanzi a Palazzo di Citta’, un disoccupato ha minacciato di darsi fuoco. Gia’, quelli che non hanno   attenzione politica e mediatica, che gridano, se possono, tutta la loro disperazione.

L’ amministrazione comunale di Brindisi sta gia’ approntando un piano sinergico con  le varie associazioni e commercianti e realta’ del territorio, in vista del movimento crocieristico a partire dal mese di aprile. Ma intanto, diversi negozi e attivita’ commerciali chiudono i battenti.

Insomma, questa e’ attualmente Brindisi, e scusate se il mio editoriale sembra abbastanza catastrofico.  Il sottoscritto continuera’ sempre a combattere per la propria citta’, da cittadino e giornalista che, tra l’ altro, deve continuare a interloquire  con la  classe politica, anche quella con cui avuto dissidi differenti  punti di vista e opinioni.

Ma non puo’ essere questa la mia citta’. Ed allora, veri brindisini, rimbocchiamoci le maniche.

Editoriale di Ferdinando Cocciolo 

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