lunedì 30 gennaio 2017

MusikMachtFrei - “Ad Auschwitz c’era un’orchestra femminile”.

Vi sono state diverse atrocità che hanno macchiato in modo indelebile la storia dell’uomo, come il massacro di WoundedKnee del 1890, il genocidio armeno del 1915, l’istituzione dei gulag russi, ma nel momento in cui si guarda ad Auschwitz, la fede cade, le parole si fermano, gli occhi si chiudono: se Dio esiste, in quel momento se n’era dimenticato.

Paradossale scoprire quindi che in un posto del genere, dove regnavano sovrani rumori, urla, grida e dolore, vi fosse anche Musica. Un’orchestra di prigionieri fu formata nel 1943 dall’SS Maria Mandl, “la bestia di Auschwitz”, appassionata di musica classica: questa donna, ritenuta responsabile della morte di circa 500.000 persone, con la costituzione dell’orchestra, salvò la vita a quasi 40 donne. Una di queste fu Fania Fènelon, cantante francese di origine ebraica, che sopravvisse proprio grazie all’orchestra e raccontò la sua vita nel testo “Ad Auschwitz c’era un’orchestra”. 

Da questo libro è stato tratto lo spettacolo musicale-teatrale che nella Giornata della Memoria, istituita nel 2005 dall’UE nel giorno della ricorrenza della liberazione del campo di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa, il 27 gennaio 1945, si è tenuto presso il Teatro Verdi di Brindisi “Ad Auschwitz c’era un’orchestra femminile”.

Lo spettacolo, coinvolgente, racconta con le parole e con la musica, la vita nel campo delle ragazze e di Fania, costrette a suonare per i propri aguzzini e veder morire i propri compagni. Le intense interpretazioni delle attrici Tiziana Di Tonno e Edmea Marzoli, nonché la bravura dell’Orchestra Femminile del Mediterraneo, han colpito molto il pubblico in sala, che ha reso loro un lungo applauso finale, destinato più forse al dolore della memoria che alla gioia della vista.


Giuseppe Patisso
 

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