mercoledì 11 maggio 2016

Lunetta Savino alias Felicia Impastato!

Lunetta Savino è stata “Felicia Impastato” nel film sulla madre del noto Peppino Impastato, giornalista, attivista e poeta italiano, noto per le sue denunce contro le attività di Cosa Nostra a seguito delle quali fu assassinato, vittima di un attentato il 9 maggio 1978.

La Savino, 58enne barese, divenuta popolare grazie alla serie televisiva “Un medico in famiglia”, nella quale ha interpretato il ruolo della deliziosa Cettina Gargiulo. Nella vita reale è stata moglie di Franco Tavassi. Ha partecipato ad alcune iniziative politiche del centrosinistra, come "Se non ora quando" ed una manifestazione contro Silvio Berlusconi. Da qualche anno è la compagna dell'attore teatrale Paolo Bessegato. Classe 1957, pugliese doc, ha ricevuto la nomina al David di Donatello come miglior attrice non protagonista. Nel 2006 insieme a Massimo Ghini è stata l’interprete principale della fiction "Raccontami", con la regia di Riccardo Donna.

Il 10 maggio 2016 l’abbiamo ammirata su Raiuno nel film tv "Felicia Impastato", raccontando la storia della madre coraggio che lottò per fare giustizia sull'assassinio del figlio ad opera della mafia. Raiuno rende omaggio a questa donna straordinaria, grande esempio di impegno contro le mafie, con un film-tv diretto da Gianfranco Albano e sceneggiato da Diego De Silva, con la consulenza di Giovanni, (fratello di Peppino Impastato). Nel cast oltre ha Savino ci sono anche altri bravissimi attori… Carmelo Galati, Barbara Tabita, Linda Caridi, Alessandro Agnello, Gaetano Aronica, Paride Benassai, Alessandro Idonea, Francesco La Mantia, Rosario Petix, Fabrizio Ferracane, con la partecipazione di Giorgio Colangeli e Antonio Catania (nel ruolo di Rocco Chinnici).

Felicia Bartolotta, coniuge Impastato, (Cinisi, 24 maggio 1916 – Cinisi, 7 dicembre 2004), è stata un'attivista italiana, famosa per aver combattuto con l'obiettivo di fare arrestare i responsabili della morte del figlio, cercando giustizia e non vendetta. Nel 1947 Felicia si sposa con Luigi Impastato, piccolo allevatore. Dal matrimonio nascono tre figli, Giuseppe detto "Peppino", nel 1949 nasce Giovanni che muore nel 1952 a solo 3 anni e nel 1953 nasce il terzo figlio, chiamato anch'esso Giovanni. Il marito è anche cognato del capomafia del paese Cesare Manzella. Nel 2004, dopo la morte, la sua abitazione è divenuta “Casa memoria Felicia e Peppino Impastato”.

Un grande ruolo questo per la Savino che, da brava attrice qual è, amando profondamente il suo lavoro, non ha avuto paura di mostrarsi al naturale al suo pubblico, in questa coraggiosa interpretazione. La protagonista ha, infatti, dichiarato: “Ho amato subito Felicia. Ho visto tutte le videointerviste che le sono state fatte per cogliere di lei ogni dettaglio. Ed ho fatto miei gli atteggiamenti e i modi di parlare come il suo personalissimo modo di dire "sì" e la luce ironica nello sguardo per raccontarla al meglio. Felicia, diversa da ogni siciliana contemporanea a lei, è stata un esempio forte per tutte le donne, perché parlava con chiarezza, senza vergogna. Nonostante il suo linguaggio fosse quello di una donna che aveva raggiunto solo la quinta elementare, arrivava dritta al punto, grazie alla sua grandissima intelligenza”.

Mentre Giovanni Impastato ha detto: "E’ una storia per i giovani. È ancora forte in me il ricordo di quando mia madre puntò il dito contro Badalamenti e credo che sia importantissimo trasmettere il suo messaggio alle nuove generazioni. Sono davvero contento che il percorso di impegno civile continui e penso che raccontare così una storia come quella di mia madre possa emozionare tantissimo e quindi arrivare ai più giovani”.

Il direttore di Rai Fiction Tinni Andreatta ha aggiunto: “Peppino Impastato è morto nello stesso giorno in cui è morto Aldo Moro ed il fatto di raccontare a distanza di tutti questi anni la storia di Felicia è un modo per far rivivere la memoria che il Servizio Pubblico è in grado di riportare alla mente con la potenza narrativa del racconto di una fiction. Felicia ha aperto le porte della sua casa a tutti per far conoscere la storia di suo figlio e la sua lotta alla mafia. Ed ora è come se noi avessimo in mano il testimone per fare lo stesso, aprendo quella stessa porta agli italiani”.

ILARIA SOLAZZO

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